The World at War in 2022

May 8, 2021 marked 76 years since the end of the Second World War in Europe – VE Day. While the conflict which claimed millions of lives on European soil is firmly committed to the annals of history, conflict in the East of the continent is still a harsh reality in the present day. Even before the recently increased risk of a Russian invasion, the Ukrainian crisis, ravaging the Donbass region of the country, had amassed a death toll above the 13 thousand mark.

As data collection by the Armed Conflict Location & Event Data Project (ACLED) shows, a substantial portion of the globe is still engulfed in some form of conflict. This infographic shows countries in which there have been reports of armed clashes involving state forces and/or rebel groups in 2022. Even as early as February 4, and using this simplified definition, the presence of war across the world is extensive.

Unlike the situations in Donbass and Syria, for example, not all conflicts fit the picture we may have in our minds when thinking of war. In Mexico in 2021 for example, ACLED recorded 6 armed clashes involving state forces. Each one though was a battle between different law enforcement entities – providing a snapshot of the ongoing fight against police corruption and the deep-seated influence of organized crime. So far for 2022, no such incidents have been recorded in the country.

by Martin Armstrong, statista.com

Feb 14, 2022

Otto Dix

Otto Dix (Gera2 dicembre 1891 – Singen25 luglio 1969) è stato un pittore tedesco, esponente di spicco della “Neue Sachlichkeit” .

Dipinse le sue opere più note durante gli anni della fragile Repubblica di Weimar, incentrate su temi forti e rappresentati con crudezza: la guerra e la morte al fronte, i reduci storpi nelle città del dopoguerra, le deformità, il rapporto tra eros e morte, oltre a numerosi ritratti e gli autoritratti che realizzerà con costanza per tutta la vita.

Allo scoppio della prima guerra mondiale, Dix si arruolò entusiasticamente volontario nell’esercito tedesco. In qualità di sottufficiale combatté sia sul fronte occidentale, contro l’esercito inglese e francese, che sul Fronte Orientale, contro l’esercito russo; nel corso della guerra fu ferito e decorato più volte.

L’esperienza della guerra scioccò profondamente Dix[1], trasformandolo in un convinto pacifista: una parte importante dell’opera di Dix rifletterà proprio quel tragico periodo. Solo dopo alcuni anni arriverà a realizzare su quel tema la sua opera più intensa e significativa. Si tratta del polittico su legno intitolato “La guerra”, realizzato a Dresda nel 1932, dopo un lungo periodo di incubazione, appena un anno prima che Hitler ottenesse la carica di cancelliere.

Nel pannello centrale, tra corpi maciullati ed in decomposizione, emerge un’unica figura viva, uno spettrale soldato con maschera antigas; sovrasta il tutto uno scheletro impigliato fra travi d’acciaio, che sembra puntare l’indice della mano destra verso qualcuno o qualcosa. Successivo cronologicamente è “Le Fiandre”, dipinto nel 1936, ultima opera sulla grande guerra, una drammatica esemplificazione della vita dei soldati in trincea.

Nel 1933, con la presa del potere da parte di Adolf Hitler, Dix fu considerato un artista degenerato[5], perse l’incarico di professore all’Accademia di Dresda e gli venne proibito di esporre le proprie opere, alcune delle quali furono esibite nell’esposizione nazista d’arte degenerata[5] e furono poi bruciate. Trasferitosi sul lago di Costanza, fu costretto a dedicarsi esclusivamente alla pittura di paesaggio, evitando i temi sociali.

In quanto veterano pluridecorato della Prima guerra mondiale, allo scoppio della Seconda guerra mondiale Dix fu nuovamente richiamato nell’esercito tedesco; catturato dalle truppe francesi, fu rilasciato nel 1946. Nel dopoguerra riprese l’attività artistica realizzando soprattutto allegorie religiose e scene di sofferenze legate alla guerra. Otto Dix morì a Singen, in Germania, il 25 luglio 1969.