Comuni con poco personale al cimitero. Agli operatori funebri tocca dare una mano, ma a che pro?

Cimiteri pronti ad accogliere salme. O forse no. Perché accade sempre più di frequente che gli operatori cimiteriali – dipendenti del municipio – non siano in un numero sufficiente per svolgere le operazioni di seppellimento (inumazione) o posizionamento del feretro nel loculo (tumulazione). Eppure le tasse per il servizio cimiteriale la famiglia in lutto le paga regolarmente! Si parla, su e giù, di 500 euro. Mica bruscolini.

L’impegno ulteriore perché il funerale finisca correttamente

L’impresa funebre, che fino a quel momento ha organizzato accuratamente ogni dettaglio del funerale, per far sì che l’ultimo passaggio al camposanto non dia adito a problematiche fastidiose e dolorose per i famigliari, si trova costretta a mettere a disposizione i suoi uomini per gli operatori cimiteriali. Si tratta di manovre di supporto non autorizzate. Anzi, ad essere precisi, i necrofori dell’impresa di onoranze funebri non potrebbero nemmeno accedere alle aree cimiteriali.

Il rischio per le imprese funebri

Il problema si ripete di sovente. In pratica alle onoranze funebri tocca fare il lavoro di competenza degli operatori cimiteriali, ovvero del Comune, senza guadagnarci il becco di un quattrino per il servizio ulteriore e avere una copertura assicurativa. Già, e se qualche uomo dell’impresa funebre si fa male durante le operazioni, chi ne risponde? La responsabilità ricadrebbe, ingiustamente, sull’impresa di pompe funebri, che ricordiamo non era autorizzata ad essere lì. Bisogna opporsi a questo sistema.

Un tentativo, per fare qualcosa

Da tecnici del settore funebre, quello che si può fare, per evitare che poi l’ultimo atto del commiato non resti incompleto perché un unico operatore cimiteriale non riesce a compiere da solo tutto l’iter per l’inumazione o la tumulazione, è di chiedere al Comune di firmare un documento attraverso il quale si assume le responsabilità per l’aiuto da parte di terzi. È un tentativo, forse anche un po’ disperato. Ma tant’è. In caso di diniego, se proprio volete, potete sempre dire al municipio che si dovranno arrangiare da soli… Chissà, se tutti adottassimo questa linea, magari qualcosa cambierebbe.

tuttifunerali.it

Sportello psicologico operatori funebri .

Il lavoro degli operatori del comparto funebre risulta essere un tipo di professionalità sottoposta ad un elevato carico emotivo.

Federcofit, la Federazione del comparto funerario, ha deciso di istituire un servizio di supporto psicologico per tutti operatori del settore funebre indipendentemente della mansione ricoperta, configurando uno spazio di condivisione virtuale con i seguenti obiettivi:

  • Favorire la condivisione a livello emotivo di quanto vissuto durante l’esperienza lavorativa;
  • Identificare le aree di vulnerabilità personale che possono amplificarsi in ambito lavorativo;
  • Identificare e rafforzare le risorse personali dell’operatore;
  • Identificare precocemente e con maggior consapevolezza i segnali legati allo stress;
  • Fornire strumenti e tecniche per una migliore gestione dello stress;
  • Favorire una miglior competenza comunicativa e relazionale;
  • Identificare la possibile insorgenza di quadri psicopatologici e supportare l’operatore nella ricerca di un percorso terapeutico finalizzato.

Diverse sono le motivazioni che possono contribuire all’insorgenza di un significativo accumulo di stress: come primo fattore l’operatore si trova a dover affrontare per lavoro situazioni che lo mettono di fronte alla gestione estrema del dolore (sia quello proveniente dai clienti sia, di riflesso, quello legato alla propria emotività, facilmente innescata da situazioni lavorative che possono altresì fungere da fattore scatenante per lo sviluppo di possibili quadri psicopatologici).

Un altro fattore risulta essere il continuo contatto con tematiche che riguardano la perdita e la morte che, se non gestite adeguatamente e quando necessario anche con l’aiuto di uno specialista, possono condurre a forme di traumatizzazione vicaria.

Talvolta il rischio è quello dell’instaurarsi di un vero e proprio circolo vizioso a livello emotivo: la persona rischia di rimanere intrappolata in tali dinamiche e questo potrebbe comportare uno stato di demotivazione alla professione che può condurre fino al “burn-out”.

I segnali di allarme più comuni di tali situazioni possono essere stati di ansia, stanchezza e maggior affaticamento, oscillazioni nel tono dell’umore, apatia, isolamento sociale, scarso entusiasmo lavorativo, pensieri ricorrenti, flash back di immagini o scene viste durante il servizio, difficoltà di memoria e concentrazione, aggressività, rimuginino, incapacità di distinguere l’aspetto professionale da quello personale, incapacità di scacciare pensieri o preoccupazioni in ambito lavorativo anche durante il tempo libero.

Inevitabilmente questo quadro, se non riconosciuto e gestito attraverso un attento percorso di sostegno, va ad intaccare la qualità di vita percepita e la possibilità di conseguire propri obiettivi professionali e personali.

Condizioni di partecipazione:

L’azienda che intende aderire al progetto raccoglierà le manifestazioni di interesse da parte dei suoi dipendenti e metterà disposizione questo importante sostegno a chiunque ne avesse necessità.

Gli incontri avverranno tramite web e singolarmente tra terapeuta e operatore necroforo e saranno concordati, previo appuntamento, direttamente con il Dott. Luca Celotti. Saranno della durata di 30 minuti e verranno realizzati o dall’abitazione del diretto interessato o in un locale predisposto all’interno dell’azienda che abbia le necessarie condizioni di privacy.

Naturalmente partecipanti, contenuti ed eventuali evoluzioni saranno coperte da segreto professionale.

Per ogni ulteriore informazione e costi di adesione richiedi le condizioni di partecipazione direttamente a Federcofit.