News : Aggiornamento Necroforo Regione Lombardia

 Bollettino Ufficiale Regione Lombardia Serie Ordinaria n. 47 del 22 novembre 2022 è stato pubblicato il “D.d.u.o. 15 novembre 2022 – n. 16287 Indicazioni regionali per percorsi formativi per addetti all’attività funebre”, documento previsto dall’art. 5 comma 2 del Regolamento Regionale n. 4 del 22 giugno 2022.

I requisiti dell’accesso al percorso formativo per il “direttore tecnico” sono l’avere compiuto 18 anni al momento dell’iscrizione al corso ed essere in possesso del diploma di scuola secondaria di II grado (diploma di maturità). Chi risulta in possesso della qualifica triennale di Istruzione e Formazione Professionale e chi ha conseguito il titolo di direttore tecnico con la precedente regolamentazione, può continuare a operare come direttore tecnico e anche come addetto alla trattazione di affari e operatore funebre.
Sia per l’iscrizione al percorso di “addetto alla trattazione di affari” che a quello di “operatore funebre o necroforo” occorre avere compiuto 18 anni al momento dell’iscrizione al corso ed essere in possesso del diploma di scuola secondaria di I grado (scuola media).
Per gli stranieri interessati all’accesso ai corsi occorre presentare una dichiarazione che ne attesti il livello di scolarizzazione.
Il possesso del titolo di studio è un requisito di accesso imprescindibile al percorso formativo: la sua assenza comporta la nullità della certificazione acquisita.

Chi ha conseguito il titolo di addetto al trasporto con la precedente regolamentazione, facente capo al decreto n. 1331 del 22/02/2012, potrà operare come operatore funebre o necroforo, senza bisogno di effettuare un corso di aggiornamento.
Chi ha conseguito il titolo di operatore funebre con la precedente regolamentazione, a seguito di percorsi di 24 ore, continuerà a ricoprire il ruolo, previa acquisizione del titolo aggiornato ai sensi della nuova regolamentazione, frequentando il percorso di aggiornamento di 12 ore relativo al modulo “Eseguire il confezionamento e il trasporto del feretro”. Gli operatori funebri hanno 36 mesi di tempo dal 22/11/2022, per adeguare la loro formazione e conseguire l’aggiornato attestato di competenza.

Queste le news da funerali.org

Comuni con poco personale al cimitero. Agli operatori funebri tocca dare una mano, ma a che pro?

Cimiteri pronti ad accogliere salme. O forse no. Perché accade sempre più di frequente che gli operatori cimiteriali – dipendenti del municipio – non siano in un numero sufficiente per svolgere le operazioni di seppellimento (inumazione) o posizionamento del feretro nel loculo (tumulazione). Eppure le tasse per il servizio cimiteriale la famiglia in lutto le paga regolarmente! Si parla, su e giù, di 500 euro. Mica bruscolini.

L’impegno ulteriore perché il funerale finisca correttamente

L’impresa funebre, che fino a quel momento ha organizzato accuratamente ogni dettaglio del funerale, per far sì che l’ultimo passaggio al camposanto non dia adito a problematiche fastidiose e dolorose per i famigliari, si trova costretta a mettere a disposizione i suoi uomini per gli operatori cimiteriali. Si tratta di manovre di supporto non autorizzate. Anzi, ad essere precisi, i necrofori dell’impresa di onoranze funebri non potrebbero nemmeno accedere alle aree cimiteriali.

Il rischio per le imprese funebri

Il problema si ripete di sovente. In pratica alle onoranze funebri tocca fare il lavoro di competenza degli operatori cimiteriali, ovvero del Comune, senza guadagnarci il becco di un quattrino per il servizio ulteriore e avere una copertura assicurativa. Già, e se qualche uomo dell’impresa funebre si fa male durante le operazioni, chi ne risponde? La responsabilità ricadrebbe, ingiustamente, sull’impresa di pompe funebri, che ricordiamo non era autorizzata ad essere lì. Bisogna opporsi a questo sistema.

Un tentativo, per fare qualcosa

Da tecnici del settore funebre, quello che si può fare, per evitare che poi l’ultimo atto del commiato non resti incompleto perché un unico operatore cimiteriale non riesce a compiere da solo tutto l’iter per l’inumazione o la tumulazione, è di chiedere al Comune di firmare un documento attraverso il quale si assume le responsabilità per l’aiuto da parte di terzi. È un tentativo, forse anche un po’ disperato. Ma tant’è. In caso di diniego, se proprio volete, potete sempre dire al municipio che si dovranno arrangiare da soli… Chissà, se tutti adottassimo questa linea, magari qualcosa cambierebbe.

tuttifunerali.it

Lavoro usurante.

Lavorare nei cimiteri come necroforo e come operatore cimiteriale è un lavoro usurante e come tale va inserito nel relativo elenco. Lo chiede il senatore della Lega Paolo Tosato in un’interrogazione al ministro del Lavoro, Andrea Orlando. “L’operatore funebre o necroforo -spiega l’esponente del Carroccio- è un lavoratore chiamato ad occuparsi di tutte le attività collegate allo svolgimento di una cerimonia funebre e oltre a queste anche del recupero della salma in regime di reperibilità commerciale e istituzionale sulle 24 ore”, mentre “l’operatore cimiteriale è un lavoratore che si occupa delle attività successive, all’interno dell’area cimiteriale di sua competenza”.

“Due attività professionali -nota Tosato- soggette a numerosi rischi, di ordine psicologico, fisico, chimico e biologico”. Infatti “l’operatore funebre è a stretto contatto con i familiari nel drammatico momento del lutto, inoltre a lui competono anche le attività di recupero e di ricomposizione della salma per morte traumatica, di cura igienica e tanatocosmesi della salma”. L’operatore cimiteriale invece “svolge attività di esumazione, estumulazione e riordino di tombe, venendo costantemente a contatto con ossa e corpi decomposti”.

Vanno poi considerati “gli sforzi necessari per la movimentazione manuale dei feretri e le posture scorrette che si assumono nelle operazioni di sepoltura e movimentazione dei feretri, nell’apposizione dei marmi e nell’uso degli escavatori”. Tosato ricorda poi “l’uso di prodotti per la pulizia, la sanificazione e la disinfezione degli automezzi e degli ausili ed attrezzature che vengono utilizzati nelle attività del recupero delle salme e per la disinfezione di mezzi, ausili e attrezzi utilizzati durante le attività di esumazione e di estumulazione nonché per la disinfettazione e il giardinaggio all’interno dei cimiteri”.


Infine vanno considerati “i rischi di ordine biologico derivanti dalla presenza frequente di agenti biologici in conseguenza della manipolazione della salma e del contatto con liquidi corporei nelle attività di recupero e vestizione della salma”, o conseguenza delle “attività di esumazione ed estumulazione” durante le quali avviene il contatto “con liquidi biologici dei cadaveri aventi carica batterica e potenziali portatori di Tbc e tetano”. Senza dimenticare l’ulteriore aumento di rischi durante il Covid per la presenza di salme infette.

Partendo da queste considerazioni e ricordando che è stata istituita una commissione tecnica “incaricata di studiare la gravosità delle occupazioni, anche in relazione all’età anagrafica e alle condizioni soggettive dei lavoratori, anche derivanti dall’esposizione ambientale o diretta ad agenti patogeni”, Tosato chiede al ministro del Lavoro “quali iniziative stia valutando di adottare al fine di tutelare le figure professionali dell’operatore funebre e dell’operatore cimiteriale, in particolare al fine di disporre l’inserimento di tali mansioni tra quelle considerate usuranti o gravose”.

Fonte: adnkronos


Care of the Body After Death

By: Glen R. Horst MDiv, DMin, BA

Family members or close friends may choose to be involved in washing and dressing the body after death has occurred. Caring for a body is not easy and can stir up strong emotions. See Moments After a Death. Many people turn to health care providers and funeral directors for help. They find comfort and assurance in entrusting the body to those who provide professional services. The deceased may have left instructions for their after-death care to be handled by the health care team and chosen funeral home. Other people practice religions or belong to communities that view care of the body as a family responsibility. Their faith community, elders or neighbours provide guidance and support for hands-on care of the body. For some, this is a way of honouring the person – a final act of kindness to him or her.

This article outlines the steps involved in the care of the body after death.

In advance of the death

Talk to the health care team in advance about family or friend involvement in after-death care. You may also want to talk to the health care team about the supplies and assistance that will be required. 


Washing, dressing and positioning the body

Washing and dressing the body is an act of intimacy and sign of respect. Those who were most involved in the person’s physical care may feel the most comfortable in doing this. Continued respect for the person’s modesty is essential.

Regardless of whether the person died at home or in hospital, hospice or nursing home, washing and positioning the body is best done where death occurs before stiffening of the body (rigor mortis) sets in. Rigor mortis happens within two to seven hours after death. Regardless of the location of care, you may need four to six people to help in gently moving and turning the body.

At home, you can wash the body in a regular bed. However, a hospital bed or narrow table will make the task easier. Since the body may release fluids or waste after death, place absorbent pads or towels under it. It is important to take precautions to protect yourself from contact with the person’s blood and body fluids. While you are moving, repositioning and washing the body, wear disposable gloves and wash your hands thoroughly after care.

Washing the person’s body after death is much like giving the person a bath during his or her illness.

1. Wash the person’s face, gently closing the eyes before beginning, using the soft pad of your fingertip. If you close them and hold them closed for a few minutes following death, they may stay closed on their own. If they do not, close again and place a soft smooth cloth over them. Then place a small soft weight to keep the eyes in position. To make a weight, fill a small plastic bag with dry uncooked rice, lentils, small beans or seeds.

After you have washed the face, close the mouth before the body starts to stiffen. If the mouth will not stay shut, place a rolled-up towel or washcloth under the chin. If this does not provide enough support to keep the mouth closed, use a light-weight, smooth fabric scarf. Place the middle of the scarf at the top of the head, wrapping each end around the side of the face, under the chin and up to the top of the head where it can be gently tied. These supports will become unnecessary in a few hours and can be removed.

2. Wash the hair unless it has been washed recently. For a man, you might shave his face if that would be his normal practice. You can find step-by-step instructions in the video Personal Hygiene – Caring for hair.

3. Clean the teeth and mouth. Do not remove dentures because you may have difficulty replacing them as the body stiffens.

4. Clean the body using a facecloth with water and a small amount of soap. Begin with the arms and legs and then move to the front and back of the trunk. You may need someone to help you roll the person to each side to wash the back. If you wish, you can add fragrant oil or flower petals to your rinse water. Dry the part of the body you are working on before moving to another. Some families or cultures may also choose to apply a special lotion, oil or fragrance to the person’s skin.

5. Dress or cover the body according to personal wishes or cultural practices. A shirt or a dress can be cut up the middle of the back from the bottom to just below but not through the neckline or collar. Place the arms into the sleeves first and then slipping the neck opening over the head, tucking the sides under the body on each side.

6. Position the arms alongside his or her body and be sure the legs are straight. If the person is in a hospital bed with the head raised, lower the head of the bed to the flat position.

The Canadian Integrative Network for Death Education and Alternatives (CINDEA) has a video series on post-death care at home that includes videos on “Washing the Head, Face, and Mouth”, “Washing the Body”, “Dressing the Body”.

Next steps

If a funeral home is assisting with the funeral, cremation or burial, call to arrange for transport of the body to their facility.  If the death has occurred in a hospital, hospice or long-term care facility, the staff will arrange for the body to be picked up by the funeral home of your choice. In hospital, once the family agrees, the body is moved to the morgue and kept there until transported to the funeral home.

If your family is planning a home funeral or burial, cover the body in light clothing so it will stay as cool as possible. A fan, air conditioning, dry ice or an open window in the room where you place the body will help to preserve it.

fonte virtualhospice.ca

Departures (2008)

Giovane violoncellista rimasto senza lavoro torna con la moglie nella città natia, nella casa della sua infanzia. Accetta un posto di cerimoniere funebre: lavare, vestire, truccare e sistemare i defunti nella bara. Inizi difficili, esperienze traumatiche, il disagio di non rivelare alla moglie il mestiere che fa per permetterle di continuare gli studi. Ma grazie al vecchio istruttore impara l’antica dignità del suo compito, una migliore conoscenza di sé stesso, l’occasione di rappacificarsi con il passato, il conforto ai parenti dei morti, la capacità di convivere con il dolore. Film dolente e intenso nella sua analisi, particolarmente significativo per gli spettatori che in Occidente vivono in una cultura incline all’inutile rimozione della morte, spesso incapaci di darle il rispetto e l’onore che merita. Ha il suo culmine emotivo nella morte del padre, che aveva abbandonato il protagonista bambino. La commozione è sempre controllata, sublimata negli intermezzi musicali al violoncello. Fotografia: Takeshi Hanada. Musiche: Joe Hisaishi. Oscar 2008 per il miglior film straniero.