Peter Greenaway

È considerato come uno dei più significativi cineasti britannici contemporanei, occupando di diritto un posto centrale nel dibattito sul cinema d’autore.L’interesse di Greenaway per la pittura si concretizza nel suo linguaggio cinematografico, a partire dalle singole inquadrature dei suoi film. Queste sono realizzate come opere pittoriche, sia che si tratti di scenografie semplici e spoglie o al contrario che siano ridondanti e barocche. Sempre Greenaway parte a considerare le inquadrature dei suoi film come se fossero dei campi chiusi (dalla cornice dello schermo cinematografico), e vi lavora finché non sono completamente risolte da un punto di vista della composizione e di ogni piccolo dettaglio. Una volta definite e concluse in maniera statica, le inquadrature possono diventare parte della sequenza filmica. L’estrema ricchezza di particolari delle scene di Greenaway, viene poi sottolineata dal particolare montaggio dei film. La generale staticità delle inquadrature, l’utilizzo dello zoom, di movimenti di camera lenti, soprattutto lungo direzioni ortogonali alla macchina, la presenza delle tecniche del piano sequenza e della carrellata, usati per lunghe sequenze temporali, servono a focalizzare l’attenzione dello spettatore sulla complessità della costruzione scenica, sui dettagli e sul loro significato simbolico.Riassumendo, l’obiettivo del regista non è quello di impressionare o emozionare lo spettatore con l’intreccio narrativo o con la spettacolarità dei suoi film, quanto quello di privilegiarne l’impatto visivo. Il suo desiderio è quello di immergere lo spettatore dentro il suo universo simbolico di forme, di sommergerlo con una serie infinita di dettagli e indizi, disseminati lungo tutte le sue inquadrature, di modo che da ogni particolare sia possibile derivare sempre nuove aperture e suggestioni.Greenaway insiste da sempre sul concetto di sperimentazione in campo cinematografico, e sul tentativo di superare quelli che sono per lui i principali limiti del cinema tradizionale, e cioè la trama narrativa, gli attori, la cornice e la macchina da presa. Il ricorso alla tecnologia digitale, anche derivata da altri media, è vista dal regista come una grande opportunità per approdare a un genere di opera cinematografica non vincolata a un solo punto di vista, ma fruibile in maniera multidimensionale.Fonte Wikipedia.

Nelle numerose opere cinematografiche, non posso che raccomandarvi The baby of Màcon e Death in the Seine. Vi sono molti altre opere interessanti non vi resta che cercarle.

Death in the Seine P. Greenaway 1988