La perdita di un animale domestico

Affrontare la perdita di un animale domestico è un’esperienza profondamente toccante, un passaggio emotivo che lascia un’impronta indelebile nell’anima. Quando un compagno a quattro zampe se ne va, non perdiamo solo un animale, ma un confidente silenzioso, un rifugio emotivo, una presenza costante che ha scandito il ritmo delle nostre giornate con affetto e dedizione incondizionata. Il legame che si crea con un animale è fatto di momenti semplici ma straordinari: lo sguardo complice, l’entusiasmo nell’attesa di una carezza, il conforto muto nei momenti difficili.

La loro partenza segna un’assenza che si fa sentire ovunque: nel silenzio improvviso della casa, nell’abitudine di aspettarsi una coda scodinzolante dietro la porta, nel vuoto lasciato da una routine costruita insieme. È un lutto autentico, eppure troppo spesso sottovalutato dalla società, che tende a minimizzare la profondità di questo dolore. Invece, per chi ha condiviso la propria vita con un animale, la perdita può essere devastante, simile a quella di un familiare. Non si tratta solo di una compagnia, ma di un amore puro, privo di filtri, che ha arricchito la nostra esistenza in modi che solo chi lo ha vissuto può comprendere.

Il dolore del distacco si manifesta in forme diverse: c’è chi si trova a fare i conti con il senso di colpa, chiedendosi se avrebbe potuto fare di più, e chi sperimenta una sensazione di solitudine profonda, perché quell’amico silenzioso che c’era sempre, ora non c’è più. A volte, il lutto per un animale è accompagnato da sintomi fisici come stanchezza, insonnia, perdita di appetito. Si tratta di una reazione naturale: quando perdiamo qualcuno che amiamo, il nostro equilibrio emotivo e fisico viene scosso.

Oltre all’aspetto emotivo, la perdita di un animale porta con sé implicazioni pratiche ed economiche che spesso vengono trascurate fino all’ultimo momento. Le cure veterinarie nelle fasi finali della vita possono essere particolarmente costose, soprattutto se si opta per trattamenti palliativi o cure intensive. Anche il momento dell’addio comporta delle scelte: esistono diverse opzioni per la cremazione, che può essere individuale o collettiva, e per la sepoltura in appositi cimiteri per animali. Alcuni preferiscono mantenere con sé un ricordo tangibile, attraverso urne commemorative, gioielli contenenti una piccola parte delle ceneri o addirittura la piantumazione di un albero in loro memoria.

Negli ultimi anni sono nate numerose agenzie specializzate che offrono servizi di commemorazione e gestione della perdita, supportando i proprietari in un momento così delicato. Alcune realizzano rituali di addio personalizzati, altre offrono spazi dedicati dove poter visitare il proprio animale, mantenendo un legame tangibile con il suo ricordo. Questi servizi non solo aiutano a dare dignità al passaggio dell’animale, ma forniscono anche un aiuto psicologico per chi rimane, facilitando il percorso di elaborazione del lutto.

Come si affronta, dunque, un dolore così profondo? Non esiste una risposta universale, ma alcuni gesti possono aiutare a trasformare il senso di perdita in un omaggio all’amore condiviso. Creare un album di foto o un diario con i ricordi più belli, scrivere una lettera al proprio animale esprimendo gratitudine per il tempo passato insieme, o dedicare uno spazio speciale della casa ai suoi oggetti più cari sono modi per mantenere vivo quel legame. Alcuni trovano conforto nell’aiutare altri animali in difficoltà, facendo volontariato in rifugi o adottando un nuovo compagno quando si sentono pronti. Non per sostituire chi non c’è più, ma per dare nuova vita a quell’amore che continua a esistere dentro di noi.

Affrontare il lutto per un animale non significa dimenticare, ma imparare a custodire i ricordi senza che il dolore li offuschi. Ogni lacrima versata è il riflesso di un amore profondo, di una connessione speciale che nemmeno la morte può cancellare. Invece di concentrarci sulla perdita, possiamo scegliere di ricordare con gratitudine ciò che il nostro animale ci ha donato: la sua lealtà, la sua gioia di vivere, il suo affetto sincero. Perché alla fine, l’amore che abbiamo ricevuto e dato resta la cosa più importante e continuerà a vivere dentro di noi, per sempre.

Siamo petali al vento.


La vita è un soffio leggero che ci solleva, ci trasporta, ci fa danzare senza una meta precisa. Siamo petali al vento, fragili eppure incredibilmente resistenti, sospinti da correnti che non comprendiamo. Ogni spirale, ogni esitazione nell’aria sembra una scelta, ma forse è solo il destino che si compie.

Nelle nostre fibre più sottili è inciso il viaggio, la dolce resa alla caduta. Resistiamo per un attimo, librandoci nell’illusione di poter decidere la traiettoria, poi ci abbandoniamo all’inevitabile. Ma cadere non è scomparire: è trasformarsi.

Sfioriamo altre vite nel nostro vagare, intrecciamo istanti che sembrano eterni eppure si dissolvono in un battito di ciglia. Alcuni ci restano accanto per un tratto, altri si perdono nel turbinio del vento, lasciandoci con la sensazione di un’assenza che pesa più dell’aria stessa.

Infine, giungiamo a terra. Il nostro colore sbiadisce, la consistenza cambia, ma non è la fine: è solo un altro stato dell’esistenza. Il vento che ci ha portati lontano potrebbe tornare, sollevarci ancora una volta, trascinarci oltre i confini di ciò che credevamo immutabile.

Perché nulla resta fermo davvero. Nemmeno un petalo.


I Funerali del Futuro

Mentre il mondo cambia rapidamente, anche i riti funebri stanno evolvendo per adattarsi alle esigenze e ai valori della società moderna. Esploriamo come i funerali del futuro potrebbero essere ecosostenibili, personalizzati e abbracciare le nuove tecnologie per onorare i defunti in modo più significativo.

Tecnologie Innovative per l’Addio

Ologrammi Commemorativi

Proiezioni tridimensionali dei defunti permetteranno ai parenti di interagire con il loro essere amato anche dopo la scomparsa.

Servizi Digitali

Piattaforme online faciliteranno la condivisione di memorie, foto e video per celebrare la vita del defunto.

Funerali Virtuali

Persone in tutto il mondo potranno partecipare ai riti funebri in remoto, attraverso realtà aumentata e videoconferenze.

Opzioni di Sepoltura Ecosostenibili

Tombe Ecologiche

Tombe biodegradabili e pratiche funebri a basso impatto ambientale come la cremazione a freddo diverranno più diffuse.

Foreste Cimiteriali

Aree naturali adibite a sepoltura, dove le salme vengono inserite nel suolo per nutrire nuova vita, senza monumenti permanenti.

Personalizzazione e Digitalizzazione dei Riti

Servizi su Misura

Famiglie potranno creare cerimonie uniche che riflettono la vita e i valori del defunto.

Memorie Digitali

Ricordi, messaggi e omaggi virtuali sostituiranno gradualmente i fiori e gli oggetti fisici.

Tecnologie Emozionali

Esperienze immersive come realtà virtuale e contenuti multimediali arricchiranno i momenti di lutto e di celebrazione.

Sfide e Opportunità per un Futuro più Umano

Mantenere la Dignità

Garantire che le nuove tecnologie e i servizi funebri rafforzino anziché diminuire l’umanità e il rispetto per i defunti.

Accessibilità per Tutti

Assicurare che le opzioni future siano accessibili indipendentemente dalle condizioni economiche o dalle capacità tecnologiche.

Tradizioni Rispettate

Preservare e incorporare riti e credenze tradizionali per onorare la storia e la cultura di ogni comunità.

Forse non esaustive ma sicuramente vicine al nostro futuro.

Claudio

Ai resurection: far rivivere le  foto dei defunti.

Con l utilizzo dell’ intelligenza artificiale è possibile ormai da tempo far “vivere” foto . Grazie all’ utilizzo di chatBot e informazioni inseriti dai parenti sarà possibile ricreare conversazioni, chat con persone ormai defunte. Un nuovo bussiness di proposta nel futuro del comparto funebre? Quindi non solo svolgere le attività delle onoranze ma integrare se i dolenti lo vogliono nuove possibilità di ricordare il proprio caro, infatti gli avatar dei morti sono essenzialmente deepfake: le tecnologie utilizzate per replicare una persona vivente e una persona morta non sono intrinsecamente diverse. I modelli di diffusione generano un avatar realistico che può muoversi e parlare. È possibile allegare modelli linguistici di grandi dimensioni per generare conversazioni. Quanti più dati questi modelli inseriscono sulla vita di qualcuno, comprese foto, video, registrazioni audio e testi, tanto più fedelmente il risultato imiterà quella persona, viva o morta.

La Cina si è rivelata un mercato maturo per tutti i tipi di duplicati digitali. Ad esempio, il Paese ha un solido settore dell’e-commerce e i marchi di consumo assumono molti livestreamer per vendere prodotti. Inizialmente, si trattava di persone reali, ma come riportato dal MIT Technology Review lo scorso autunno, molti marchi stanno passando a influencer clonati dall’intelligenza artificiale in grado di trasmettere in streaming 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Solo negli ultimi tre anni, il settore cinese che sviluppa avatar IA è maturato rapidamente, afferma Shen Yang, professore di intelligenza artificiale e media all’Università Tsinghua di Pechino, e le repliche sono migliorate, passando da video renderizzati di minuti ad avatar 3D “live” che può interagire con le persone.

Quest’anno, afferma Sima, ha visto un punto di svolta, con la clonazione dell’IA diventata accessibile per la maggior parte delle persone. “L’anno scorso costava dai 2.000 ai 3.000 dollari, ma ora costa solo poche centinaia di dollari”, dice. Ciò è dovuto alla guerra dei prezzi tra le società cinesi di intelligenza artificiale, che stanno lottando per soddisfare la crescente domanda di avatar digitali in altri settori come lo streaming.

In effetti, la domanda di applicazioni che ricreano i morti ha anche potenziato le capacità degli strumenti che replicano digitalmente i vivi.

Silicon Intelligence offre entrambi i servizi. Vedremo nei prossimi anni se anche l’Italia si avvicinerà a questa nuova proposta artificiale.

L’infinito mondo del AI potrebbe avere risvolti anche nel comparto funebre, sperando che non decada in una triste ridondanza di un lutto continuo e mai  superato, grazie ad un uso artificiale e artificioso con la rappresentazione di un nostro caro.

Socrem.Nascita della cremazione in Italia.

L’Associazione nasce a Milano

l’8 febbraio del 1876, con il nome “Società per la cremazione dei cadaveri”.

I promotori sono influenti personaggi di quel periodo: tra loro il medico filantropo Gaetano Pini, il senatore Malachia de Cristoforis – che diviene il primo Presidente della SOCREM milanese – ed altri esponenti del mondo scientifico, politico e culturale quali Agostino Bertani, Giovanni Polli, Giuseppe Mussi, Celeste Chiericetti.

All’idea cremazionista, nel tempo, aderiscono altri illustri testimoni, prevalentemente espressione di movimenti scientifico-positivisti, di ambienti medico-igienisti, con una forte componente di ispirazione laico massonica.

Tra i nomi più noti spicca quello di Giuseppe Garibaldi, che con lettera autografa scritta a Felice Cavallotti il 25 gennaio 1876 – lettera conservata nell’archivio storico della SOCREM Milano – manifesta la sua adesione alla nascente Associazione milanese.



Molti altri personaggi si sono passati idealmente il testimone della scelta di farsi cremare: artisti come Arrigo Boito (musicista e librettista), Ernesto Bazzaro (scultore), Tranquillo Cremona (pittore), Emilio Praga (poeta); politici come Filippo Turati, Anna Kuliscioff, Claudio Treves.

E, venendo a tempi più recenti, hanno scelto la cremazione persone di fama quali lo psicologo Cesare Musatti, il presentatore Enzo Tortora, la giornalista Camilla Cederna, l’ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini, il giornalista Indro Montanelli, il regista Giorgio Strehler, la scrittrice Gina Lagorio.

Abbiamo più volte usato la frase “idea cremazionista”: ci sembra che, al riguardo, sia molto significativo questo brano, che riporta le ultime volontà di Luigi Pirandello:

Sia lasciata passare in silenzio la mia morte.
Agli amici, ai nemici preghiera, nonchè di parlarne sui giornali, ma non farne pur cenno.
Nè annunzi, nè partecipazioni.
Morto non mi si vesta. Mi s’avvolga, nudo, in un lenzuolo.
E niente fiori sul letto e nessun cero acceso.
Carro d’infima classe, quello dei poveri.
Nudo.
E nessuno m’accompagni, nè parenti, nè amici.
Il carro, il cavallo, il cocchiere e basta.
Bruciatemi. E il mio corpo, appena arso, sia lasciato disperdere, perchè niente, neppure la cenere, vorrei avanzare di me.
Ma se questo non si può fare, sia l’urna cineraria portata in Sicilia e murata in qualche rozza pietra nella campagna di Girgenti dove nacqui.

Questa una parte della cremazione in Italia. Altre notizie potete reperirle sul sito di Socrem.

Conflict between science and religion

Many sociologists, like William Bainbridge (1997), argue that the relationship between science and religion is complex and cannot be explained simply by stating that they stand in opposition to each other. There have been developments and changes in both areas that made them seem more compatible than before.

Relationship between science and religion
Religious pluralism and diversity: Some religious subgroups are not as strict about the scripture and dogmas of ancient texts any more. They are open to new ideas both from religion and science. Many changes have happened within traditional religions, which suggests that religions overall can evolve as well. Theology has always had different strands.

New religious movements and New Age movements are more compatible with science than conservative, fundamentalist religions.

Scientists such as Stephen Jay Gould (1999) claim that science and religion are compatible because they deal with different areas of life that do not overlap and can exist side by side.

Science aims to define the evolution and the laws of nature.

Religion is set to define the meaning of life and provide moral guidance and psychological relief.

Deism: According to deists, God created the universe, but then it evolved on its own. Scientists can discover what the workings and laws of this God-created universe are.

Some religions use science as a foundation for their theories.

Scientology, for example, developed the E-meter, which is said to track people’s spiritual progress. However, its validity is questioned.

The existence of scientific paradigms, like gravity, suggests that there are also fundamental, closed rules in science.

Science as a closed system
Though some theorists argue that science is open and critical, science historian Thomas Kuhn (1957) points out that scientific ‘facts’ proven in well-established fields, e.g. geology or physics, are based on shared assumptions – a paradigm.

The paradigm tells scientists about the nature of reality, what questions to answer, what is acceptable as evidence, etc. A scientist who challenges this paradigm may be ridiculed and even shunned by the scientific community. This is what makes science, argues Kuhn, in reality a closed system.


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Sociology
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Science and Religion
Science and Religion
TABLE OF CONTENTS
Have science and religion ever been compatible with each other?

According to some beliefs, the two cannot coexist with each other, people choose either one or the other. There have, however, always been scientists who believed in God and religious individuals who supported the development of sciences. We will look at what sociologists hold of the two in relation to each other.

We will start by looking at a summary of science and religion.
Next, we will outline the differences between religion and science in sociology.
Then, we will look at the relationship between science and religion in more detail.
Finally, we will look at sociological perspectives on science and religion.
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Science and religion: a summary
Some sociologists see a clear conflict between science and religion, while others believe in a more compatible relationship between science and religious belief. Karl Popper argues that science is an open belief system based on empirical data collection, continuous criticism and value freedom.

Traditional religions are usually closed belief systems with absolute truths based on God’s words, recorded in ancient texts, rather than on experiments and questioning.

Differences between religion and science in sociology
The table below displays the contrasting characteristics of science and religion, respectively.

Science

Religion

The main concern of science is the physical, while religion focuses on the supernatural world.

Scientific knowledge is gained through empirical methods, such as experiments.

Experiments are standardised, so any scientist, anywhere, can repeat them and confirm or deny the results.

Religion’s basis is faith. Knowledge in religion comes from God (or the gods), whose existence is based on belief rather than empirical evidence.

Religious belief is subjective and cannot be proven (or disproven) by anyone.

Science is an open belief system, while religious beliefs represent a closed one.

Data and information obtained through scientific research are open to testing by other scientists and institutions.

According to Karl Popper (1959), scientists must purposely try to find mistakes in their peers’ research, as this is the only way to ensure scientific facts are correct and unbiased.

Theology teaches that fundamental ideas, figures and knowledge in religion are sacred and should not be criticised by believers.

The scientific knowledge system is ever-evolving, while religious belief is based on an absolute knowledge system.

Scientific knowledge has evolved and improved through the repetition of experiments, challenging previous works, and debates and discussions between many scientists.
The ideas and practices of religious texts are usually seen as stating absolute truths that do not change over time.

Many fundamentalist Christians, for example, reject the scientific concept of evolution and believe that God created the world just as it was written in the Bible more than 2000 years ago.

Scientists aim to be objective and value-free, while religion is a highly subjective belief system.

The personal feelings, values and opinions of scientists must stay out of the scientific process.
The level of participation and commitment in religious practices are highly dependent on personal experience and belief.

Prayer, for example, is a very subjective, personal experience.

Science tries to remain independent of government and state, while religions have historically been, and often still are, closely linked to the state.

Table 1 – Differences between science and religion.

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Conflict between science and religion
Many sociologists, like William Bainbridge (1997), argue that the relationship between science and religion is complex and cannot be explained simply by stating that they stand in opposition to each other. There have been developments and changes in both areas that made them seem more compatible than before.

Relationship between science and religion
Religious pluralism and diversity: Some religious subgroups are not as strict about the scripture and dogmas of ancient texts any more. They are open to new ideas both from religion and science. Many changes have happened within traditional religions, which suggests that religions overall can evolve as well. Theology has always had different strands.

New religious movements and New Age movements are more compatible with science than conservative, fundamentalist religions.

Scientists such as Stephen Jay Gould (1999) claim that science and religion are compatible because they deal with different areas of life that do not overlap and can exist side by side.

Science aims to define the evolution and the laws of nature.

Religion is set to define the meaning of life and provide moral guidance and psychological relief.

Deism: According to deists, God created the universe, but then it evolved on its own. Scientists can discover what the workings and laws of this God-created universe are.

Some religions use science as a foundation for their theories.

Scientology, for example, developed the E-meter, which is said to track people’s spiritual progress. However, its validity is questioned.

The existence of scientific paradigms, like gravity, suggests that there are also fundamental, closed rules in science.


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Fig. 1 – New Age movements are more compatible with science than traditional religions, according to some sociologists.

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Science as a closed system
Though some theorists argue that science is open and critical, science historian Thomas Kuhn (1957) points out that scientific ‘facts’ proven in well-established fields, e.g. geology or physics, are based on shared assumptions – a paradigm.

The paradigm tells scientists about the nature of reality, what questions to answer, what is acceptable as evidence, etc. A scientist who challenges this paradigm may be ridiculed and even shunned by the scientific community. This is what makes science, argues Kuhn, in reality a closed system.

Science and religion: sociological perspectives
How do different sociological perspectives see science as a belief system? You can find the answer below.

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Functionalists on science as a belief system
Robert K. Merton (1973), a functionalist, claims that science only works when supported by other institutions and values, including religious ones. He defines four leading norms that guide scientists in their research under the acronym CUDOS:

Communism: scientific knowledge is the property of the people. Scientists must share their findings with other scientists so that science can evolve.

Universalism: the validity and reliability of scientific knowledge is judged by universal, objective criteria.

Disinterestedness: scientific knowledge must be pursued for its own sake.

Organised scepticism: all scientific findings are open to criticism and challenge.

Interpretivists on science as a belief system
Interpretive sociologists argue that all knowledge, including science, is socially constructed. They argue that rather than being objective truth, scientific facts are produced within a paradigm that tells practitioners what they should expect to see and what instruments they ought to use.

Marxists and feminists on science as a belief system
Both Marxist and feminist theorists are critical of science as a belief system. They view science as serving the interests of dominant groups and view scientific developments as being driven by the need for certain types of knowledge.

Modernists on science as a belief system
Modernist Anthony Giddens argues that science is becoming more and more significant in people’s lives, but this is not because of the decline of religion. It is due to the decrease in traditionalism.

Postmodernists on science as a belief system
Theorists who follow the postmodernist tradition, such as Jean-Francois Lyotard (1984), argue that science is based on meta-narratives, which they – in general – reject. They claim that through the meta-narratives and the concept of absolute truth, science also plays a role in the domination and manipulation of the people, just like religion.

Bem 妖怪人間ベム

…meglio nota in Italia come Bem il mostro umano, è una serie televisiva anime dell’orrore, fra i primi del genere, creata nel 1968 da Saburo Sakai e Nobuhide Morikawa e trasmessa in 26 episodi della durata di 25 minuti ciascuno tra l’ottobre del 1968 e l’aprile del 1969. Della serie, inoltre, è stato creato anche un manga pubblicato dall’editore giapponese Kōdansha.

Bem, Bera e Bero sono nati in seguito a un esperimento genetico. I tre di solito viaggiano mutando forma a seconda delle situazioni in cui si vengono a trovare, in modo da assomigliare il più possibile a persone normali. Tuttavia questa trasformazione li priva di parte della loro forza, ed in tal modo non è mai perfetta, in quanto ciascuno dei tre ha alcuni segni che lo identificano come non umano. Uno è comune a tutti e tre, ovvero avere tre dita per mano. La serie non possiede un finale vero e proprio, semplicemente la voce narrante parla di altre avventure nelle quali i protagonisti si cimenteranno. fonte wikipedia

Serie animata molto particolare, un vago ricordo da bambino…vi consiglio di riguardare alcuni episodi, sicuramente vi potrà incuriosire molto.

Sito ufficiale, su newbem.jp