Esodo .

esodo dal greco ἔξοδος, èxodos, composto di èx “fuori” e hodòs “strada” è la partenza volontaria di una comunità o di un gran numero di persone dal proprio paese, per motivi di lavoro, religiosi, politici, etici…e nel periodo estivo , lo si vive cone fuga dalla routine, dal lavoro, dalla città, verso una meta (spesso illusoria) che possa regalarci per un breve periodo felicità e spensieratezza con foto , video,hastag e tiktok. Insomma esodiamo per una fuga dalla realtà, e sovente speriamo di non ritornare più, per ricostruire una nuova vita in quel luogo tanto lontano e desiderato.

Cani e gatti sepolti insieme ai padroni: le Regioni dove si può

Cani, gatti ma anche conigli, criceti e altri animali domestici si possono seppellire insieme ai padroni grazie alla riforma dei servizi funerari approvata in alcune città: per ora è possibile a Milano e, dal 2020, in tutta la Liguria.

Gli animali possono essere sepolti nello stesso loculo del padrone o nella cappella di famiglia, riposti in una teca separata. Una legge che potrebbe (e dovrebbe) essere estesa ad altre Regioni in cui, per il momento, la sepoltura degli animali da compagnia resta limitata al proprio giardino o ai cimiteri degli animali, dove presenti.

Qui regole e novità sulla sepoltura di cani e gatti.Milano, in diverse occasioni, si è dimostrata la città italiana più sensibile al benessere degli animali. La conferma arriva anche dopo la loro morte: qui, dopo una delibera approvata nel 2019, è legale seppellire cani e gatti con i padroni, per volontà espressa del defunto o degli eredi.

Gli animali devono essere cremati e riposti in una teca separata. Almeno per ora è vietato inserire nome, foto e data di nascita e morte relativi al cane o al gatto.

Subito dopo Milano, il consiglio regionale della Liguria ha approvato una delibera che consente di seppellire gli animali d’affezione nel loculo o tomba di famiglia.
Dal 30 giugno 2020, chi lo desidera può far tumulare cane, gatto, canarini, criceti e conigli (e ogni altro animale da compagnia) in un’urna separata e previa cremazione.Per ora, nelle altre città italiane non è legale seppellire cani e gatti con i padroni. Gli animali da compagnia, una volta morti, possono essere cremati nei centri appositi, seppelliti nei cimiteri per animali o nel proprio giardino, in questo caso, però, serve una certificazione del veterinario che escluda il rischio di malattie infettive.

Per ora, nelle altre città italiane non è legale seppellire cani e gatti con i padroni. Gli animali da compagnia, una volta morti, possono essere cremati nei centri appositi, seppelliti nei cimiteri per animali o nel proprio giardino, in questo caso, però, serve una certificazione del veterinario che escluda il rischio di malattie infettive.

In nessun caso cani e gatti si possono seppellire in terreni comunali o del demanio pubblico.Questi sono alcuni dei cimiteri per animali presenti in Italia:

Lombardia:
Milano – Il Fido Custode
Pavia – Club Caronte
Abruzzo:
Manoppello (PE) – Valle degli affetti
Calabria:
Reggio Calabria – Il Giardino di Artemide
Campania:
Maddaloni (CE) – Il Cimitero per Animali da Compagnia
Qualiano (NA) – Cimitero animali Il Riposo di Snoopy
Napoli – Cimitero per Piccoli Animali
Emilia Romagna:
Zagonara (RA) – Parco Beato
Bologna – Angeli a 4 zampe cimitero e cremazioni
Malalbergo (BO) – Il Paradiso di Tom e Jerry
Grizzana Morandi (BO) – Cimitero per Animali – Il Riposo di Snoopy
Parma – Un amico nel cuore
Friuli Venezia Giulia:
Cassacco (UD) – Il Giardino dei ricordi
Lazio:
Viterbo – Cimitero Per Cani – Gatti E Piccoli Animali
Roma – Casa Rosa
Piemonte:
Frassino (CN) – Cimitero per animali
Mondovì (CN) – Arione Cimitero per animali
Pian Rosa (TO) – Il Giardino delle Rose
Toscana:
Gavorrano (GR) – Dignipet, cimitero per animali e cremazioni
Prato (PO) – Cimitero I Cipressini
Puglia:
Foggia – Cimitero Animali Parco dei Ricordi
Veneto:
Padova – Argo, Amici per Sempre
Verona – Cimitero per Cani

money.it

La tanatopressi secondo Karine Pesquiera.

Karine Pesquera ha trovato straordinario poter permettere ai familiari annientati dal decesso, spesso brutale, dell’essere amato di rivederlo un’ultima volta liberato da tutti i segni sfiguranti. L’ultima immagine, quella di un defunto sereno, dovrebbe sovrapporsi a quella traumatizzante di un decesso avvenuto in circostanze particolari. Ne è convinta Karine, francese di origine, impegnata in Italia nell’estetica del servizio funebre.

 1 • Quando hai cominciato ad interessarti di ricostruzione e tanatoprassi?

Ho cominciato ad occuparmene circa quindici anni fa, dopo aver completato – in Francia – la Scuola di formazione per la pratica professionale della funeraria. Mi sono specializzata nel 2000 e, dopo avere lavorato con alcuni colleghi, ho creato la mia impresa di tanatoprassi.

2 • Karine tu sei anche infermiere professionale…

Ho lavorato come infermiere professionale per dodici anni; in seguito, per motivi personali (ho attraversato tre lutti traumatici), mi sono interessata alla morte in generale e successivamente alla cura dei defunti, dunque alla tanatoprassi.

3 • Come ti sei interessata alla materia?

Subito dopo il diploma; ho iniziato a frequentare corsi di scultura in terracotta, per imparare la nozione di volume, ai quali sono seguiti corsi di cosmetici, parrucchiere ed ho proseguito con un corso di ricostruzione tenuto da alcuni chirurghi estetici presso l’Università di Medicina di Nizza.

4 • L’essere umano è incapace di considerare i resti umani come semplici resti biologici. L’umanità resta iscritta nel corpo morto che viene avvolto da un’aurea di sacralità. Quando si sviluppa in Europa la tanatoprassi?

L’inizio dell’umanità è concomitante alla cura della salma da parte dei sopravvissuti, di cui abbiamo testimonianze già dalla preistoria. Sono i francesi che hanno scoperto l’imbalsamazione moderna con i lavori di Jean-Nicolas Gannal (1791-1852), il quale ha brevettato un primo processo di imbalsamazione mediante una iniezione nel sistema vascolare, anche se il precursore della tecnica  è stato l’italiano Tranchina il quale nel 1832, iniettò per primo una soluzione conservativa nel corpo di un defunto. In seguito il primo tanatoprattore francese, Jacques Marette – diplomato in Inghilterra – sviluppò la tanatoprassi moderna dagli anni ’60.

5  • Come definiresti la tanatoprassi?

Definirei la tanatoprassi come una tecnica d’imbalsamazione moderna perché si parla d’introdurre nella salma alcune sostanze conservative  volte a conservarla. L’obiettivo della tanatoestetica è lo stesso, ma si utilizzano tecniche superficiale per eseguirla.

6 • Quando è utile il trattamento di tanatoprassi?

Il trattamento di tanatoprassi è utile per conservare il corpo del defunto nel miglior modo possibile, a livello igienico ed estetico, fino al funerale. Il servizio è indispensabile quando la semplice tanatoestetica non basta a rendere la salma presentabile o quando i tempi d’esposizione del corpo del defunto sono lunghi, per facilitarne il trasporto o poter ottimizzare il lavoro di ricostruzione.

 7 • In Italia più che di tanatoprassi si parla di tanatoestetica, permettendo di migliorare l’aspetto del defunto, al fine di renderlo presentabile prima della chiusura del feretro…

Infatti in Italia, per legge, non possiamo praticare la tanatoprassi e siamo nell’obbligo di arrangiarci con le sole tecniche di tanatoestetica. Devo dire che tale veto non facilita la cura della salma perchè è molto più difficile raggiungere gli obiettivi.

Questo è uno stralcio di una interessante intervista che potete trovare su: ilrumoredellutto.com



 

6 popular funeral alternatives.

Whether you’re doing your own end-of-life planning or want to memorialize a loved one, you don’t have to have a formal ceremony or an open casket. You also don’t have to hold it at a traditional funeral home or host a reception afterward. You can even choose to have no funeral at all. Today there are more end-of-life options than ever — and funeral alternatives are becoming increasingly popular. 

Yet many people wonder: Is it wrong not to have a funeral? Will it prevent me or my loved ones from finding closure? If I choose affordable funeral alternatives, what will others think? The truth is that whether or not to have a funeral is a deeply personal choice and often takes into consideration many factors, including finances, the deceased’s wishes, and the wishes of the family. It isn’t wrong to consider alternative funerals — and if you have questions, we’re here to help answer them.

Is it legal to not have a funeral?

Yes, it is legal not to have a funeral. The law only requires burial or cremation, not that you hold a service of any kind. If the next of kin can’t afford burial or cremation, or no next of kin can be identified, the appropriate state department will take care of the burial. In short, as long as you opt for burial or cremation, the specifics of how you memorialize your loved one are up to you. 

What is the cheapest way to have a funeral?

According to the National Funeral Directors Association, funerals cost about $9,135 per person for the viewing, vault, and burial — and that doesn’t include the headstone, plot, and other miscellaneous fees. It’s no surprise many people are searching for affordable funeral alternatives. If you’d still like a traditional burial, you can opt for a direct burial, which means the deceased is buried with no embalming, viewing, or memorial ceremony. You can also opt for a natural burial plot, which is more affordable because it doesn’t require a casket or a burial vault. 

Cremation is another well-known funeral alternative. You can still hold a memorial service, but you won’t need to pay for a burial plot. When you forego visitation or a funeral home service, cremation becomes even more affordable.

What can I do instead of a funeral?

With various types of cremation, memorial services, and burials available, there are many ways to personalize you or your loved one’s end-of-life celebration. Here are a few ideas. 

1. Direct cremation

Direct cremation is a simple and affordable alternative to a funeral. The crematorium will collect the deceased and conduct a cremation immediately, with no service. Then they’ll return the ashes to you, and you can choose how you’d like to memorialize them. This is a good option for those who can’t travel to a funeral on short notice. 

2. Cremation with service

Many crematoriums offer cremations with services, where the deceased’s loved ones can watch the cremation through a viewing window or while standing in the room. This service allows loved ones to gain closure and share grief with their loved ones. Like direct cremation, the crematorium then returns the ashes to the next of kin.  

3. Ash scattering ceremony 

After cremation, holding a small service in a place your loved one enjoyed visiting and scattering their ashes is a popular funeral alternative. If you’d like to invite only close friends and family and make the memorial ceremony more personal, this is a good option. Check local regulations for ash scattering before choosing this option. 

4. Memorial forest ceremony 

from: betterplaceforests.com

If you’re interested in ash scattering, but still want to have a place to visit — or allow your loved ones to visit you — consider a memorial forest. At Better Place Forests, the ashes are mixed with soil and returned to the earth at the base of a private and protected memorial tree. A personalized memorial service is held, and a nameplate is placed on the tree for future generations to visit. 

5. Natural burial

A natural burial means the deceased is buried without embalming. A natural coffin or shroud is often used and the body is buried in a green burial site. Most of the time, a funeral director isn’t necessary, but some states do require it. There is no visitation, but that does not necessarily mean there is no memorial service — you can always choose to hold a memorial service if you wish. 

6. Celebration of life

As funeral alternatives gain in popularity, celebrations of life are becoming more common. They’re like memorial services, but take on a different tone. You might hold it in a nontraditional location, put together a playlist of music that the deceased person loved, create a theme around one of their favorite things, or release paper lanterns in their honor. Many families choose to hold both a funeral and a celebration of life to honor their loved one.

There are a variety of reasons that holding a traditional funeral may not feel right. Your loved one may not have wanted one or you may not be able to afford a lavish memorial ceremony. Whatever your reasons and desires, there’s a funeral alternative out there for you.

from: betterplaceforests.com

Advise for US residents.

Funerali del futuro? La Svezia vede un netto aumento delle sepolture senza cerimonia

Il numero di persone che seppelliscono i loro parenti morti senza alcuna cerimonia ufficiale è in rapido aumento in Svezia, da meno di 2% un decennio fa a 8% quest’anno. In molte grandi città, i corpi di circa una persona deceduta su dieci vengono trasferiti direttamente dall’ospedale in un crematorio, con le ceneri spesso disperse o sepolte dal personale in anonimi parchi commemorativi.

Secondo La Swedish Funeral Home Association, che ha diffuso i dati, tali sepolture sono estremamente rare in altri paesi. Sebbene secondo i nuovi dati del più grande direttore funebre del Regno Unito, Co-op Funeralcare, sono anche in aumento nel Regno Unito – con uno nei funerali 25 essendo cremazioni dirette, forse ispirate al compianto musicista David Bowie.

Una spiegazione per la loro popolarità in Svezia potrebbe essere che lo sia uno dei più laici paesi nel mondo, e spesso resiste alla tradizione. Ma con la maggior parte dei giovani nei paesi europei 12 riferendo che non hanno fede, potrebbe decollare anche altrove? E significa che i rituali in generale stanno per uscire?

In Svezia, il numero di fedeli regolari è in calo da qualche tempo e continua a farlo. Sembra che i rituali tradizionali della chiesa non attraggano persone moderne e secolari, che possono sentirle insignificanti.

 necrologi offrono un’altra visione di come gli svedesi si stiano allontanando dalla religione. Oggi, i simboli usati nei necrologi per riferirsi al defunto sono spesso segni indicativi piuttosto che la croce tradizionale, che originariamente indicava la vita eterna. Un orsacchiotto può essere usato quando il defunto è un bambino, una barca a vela per il marinaio, fiori per un amante della natura e così via.

E i funerali stanno cambiando da tempo. Mentre la maggior parte dei funerali sono ancora effettuato dalla chiesa, alcuni optano per cerimonie non religiose. Oggi in molti paesi occidentali vengono spesso suonate canzoni pop o ballate amate dai defunti piuttosto che inni religiosi tradizionali. Uno storico popolare canzone funebre svedese era basato sull’immagine del paradiso come “una città sopra le nuvole”, con “spiagge affogate dal sole”.

Ma quel messaggio non fa appello alla persona moderna. Le persone non religiose non ripongono le loro speranze nell’aldilà. È la vita qui e ora che deve essere realizzata. Questo si riflette in una canzone dal famoso film svedese Come è in paradiso che ora viene spesso suonato anche ai funerali: “E il paradiso che pensavo esistesse … lo troverò qui da qualche parte … Voglio sentire di aver vissuto la mia vita”.

Con questi nuovi rituali incentrati sull’individuo, incentrati sulla vita presente piuttosto che sull’aldilà, non sorprende che molti svedesi siano seppelliti senza alcuna cerimonia. Spesso ci sono richieste di diffusione della cenere in luoghi a cui il defunto era stato collegato, come il mare.

In molti di questi casi, il defunto aveva richiesto una simile sepoltura, a volte perché non voleva creare lavoro extra per i loro parenti. In altri casi, è una decisione finanziaria, oppure i parenti non potevano concordare su quale cerimonia dovesse essere usata.

A volte non ci sono parenti – la Svezia ha maggior numero di persone che vivono sole nel mondo.

Ma quanto è probabile che questo tipo di funerale diventerà una pratica standard – in Svezia o altrove? Probabilmente è improbabile che accada presto. Molte persone in lutto sentono il bisogno di segnare la fine di una vita in qualche modo – qualcosa che si adatta anche all’individualismo. Detto questo, è probabile che i funerali non religiosi e le cerimonie private diventeranno più comuni dei funerali tradizionali nei paesi sempre più secolari negli anni a venire.

La ricerca ha anche dimostrato che Internet offre un nuovo modo di piangere, dando la vita eterna ai morti via Facebook per esempio. Ciò consente ad altri di inviare saluti di compleanno o condividere ricordi dei morti il ​​giorno della loro morte – una sorta di cerimonia.

È chiaro che, nonostante la secolarizzazione, la modernità e l’individualizzazione, i rituali non stanno scomparendo, stanno solo cambiando forma e adattandosi a nuovi contesti.

Questo articolo è ripubblicato da The Conversation sotto una licenza Creative Commons. 

Anne-Christine Hornborg, Professoressa emerita di Storia delle religioni, Università di Lund.

Cadavere o salma, vediamo il Senato che dice.

1. Ai fini della presente legge:

a) per «salma» si intende il corpo umano rimasto privo delle funzioni vitali fino a ventiquattro ore dalla constatazione di decesso e/o prima dell’accertamento di morte;

b) per «cadavere» si intende la salma, dopo le ventiquattro ore dalla constatazione di decesso o una volta eseguito l’accertamento di morte secondo quanto previsto dalla vigente legislazione;

c) per «resto mortale» si intende un cadavere, in qualunque stato di trasformazione, decorsi almeno dieci anni di inumazione o tumulazione aerata, ovvero venti anni di tumulazione stagna. Qualora il periodo d’inumazione ordinaria fosse stato stabilito inferiore, il termine di dieci anni di cui al periodo precedente è da considerarsi corrispondentemente abbreviato;

d) nelle attività di «polizia mortuaria» sono comprese le attività autorizzatorie, di vigilanza e di controllo da parte degli enti individuati dalla presente legge;

e) per «attività funebri» si intendono le attività di chi fornisce, congiuntamente, le seguenti prestazioni e servizi:

1) disbrigo, in nome e per conto dei familiari o altri aventi titolo, di pratiche amministrative conseguenti al decesso di una persona;

2) vendita e fornitura di casse mortuarie ed eventuali articoli funebri, in occasione del funerale;

3) trasporto, con idoneo mezzo speciale, del cadavere o della salma dal luogo di rinvenimento, decesso o di deposizione, al cimitero o all’impianto di cremazione;

4) ricomposizione del cadavere, sua vestizione e tanatocosmesi;

5) nell’ambito funebre è ricompresa l’attività di impresa funebre. Ove effettuato in modo disgiunto dall’impresa funebre rientra nell’ambito funebre anche il solo trasporto di salma o di cadavere;

f) per «attività necroscopiche» si intendono quelle poste in essere in via obbligatoria da parte:

1) del comune, in forma singola od associata, che provvede:

1.1. quando il defunto sia indigente o la sua famiglia bisognosa o quando vi sia il disinteresse da parte dei familiari e non vi siano altri soggetti a provvedere, e sia necessario eseguire sia il trasporto e la sepoltura nel cimitero che la fornitura della semplice bara da inumazione, ovvero da cremazione. Per «disinteresse» si intende unicamente la condizione della persona defunta per cui non vi siano, o non siano noti, coniuge o parenti tenuti, né al cui trasporto provvedano terzi, anche per atto di liberalità, entro sei giorni dal decesso; ricorrendo particolari circostanze, il comune può disporre l’eventuale differimento del termine precedentemente indicato;

1.2. su disposizione dell’autorità giudiziaria, o anche dell’autorità sanitaria per esigenze igienico-sanitarie, quando si debba provvedere alla raccolta e al trasporto di una salma o di un cadavere in obitorio, deposito di osservazione, servizio mortuario, di Servizio sanitario nazionale;

1.3. i servizi comunali di cui ai numeri 1.1 e 1.2 possono essere eseguiti direttamente dal comune, o gestiti con le modalità previste per i servizi pubblici locali o, infine, affidati con procedure ad evidenza pubblica previste dal codice dei contratti di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, a terzi in possesso delle prescritte autorizzazioni di impresa funebre;

2) del Servizio sanitario regionale quali: il deposito di osservazione; l’obitorio; il servizio mortuario sanitario; le attività di medicina necroscopica. Gli istituti di medicina legale e delle assicurazioni svolgono funzioni obitoriali nel territorio dell’ASL di riferimento;

g) per «attività cerimoniale funebre» si intendono le manifestazioni di cordoglio e di commemorazione di defunti da parte di chi partecipa alle esequie svolte in ambiti civili e religiosi. Tali attività possono comportare l’accoglimento e la temporanea permanenza di feretri o di urne cinerarie in luoghi predisposti per le cerimonie per lo svolgimento dei riti del commiato. Si intendono luoghi cerimoniali le chiese e gli altri luoghi di culto, le case funerarie, le sale del commiato e le strutture di accoglienza in cimitero o crematorio, le camere ardenti allestite presso enti pubblici per defunti ritenuti degni di particolari onoranze. In particolare:

1) per «casa funeraria» si intende una struttura collocata fuori dalle strutture sanitarie pubbliche o accreditate o dai cimiteri e deputate alla custodia, anche a fine del compimento del periodo osservazione, ed alla esposizione delle salme e dei feretri, anche a cassa aperta, per lo svolgimento delle cerimonie funebri;

2) per «sala del commiato» si intende un struttura collocata fuori dalle strutture sanitarie pubbliche o accreditate, anche in cimitero o crematorio, adibita all’esposizione a fini cerimoniali del defunto posto in feretro chiuso;

h) per «trasporto funebre» si intende il trasporto di salma o di cadavere dal luogo di decesso ad ogni altra destinazione prevista dalla presente legge che viene eseguito con mezzi idonei dai soggetti abilitati all’esercizio dell’attività funebre. Sono esclusi dalla nozione di trasporto funebre:

1) il trasferimento del defunto nell’ambito di strutture sanitarie o cimiteriali, che deve essere svolto da personale di quelle strutture nel rispetto delle prescrizioni sanitarie e comunque mai da personale riconducibile direttamente o indirettamente ad un soggetto che svolga attività funebre;

2) il trasporto di urne cinerarie e di cassette di resti ossei che può essere svolto da chiunque ne abbia titolo e che sia in possesso della autorizzazione comunale al singolo trasporto;

3) il trasporto di resti mortali, anche plurimo, di contenitori di resti mortali, svolto da qualunque soggetto incaricato allo scopo e in possesso della autorizzazione comunale al trasporto singolo o cumulativo;

i) per «tanatoprassi» si intende un processo conservativo del cadavere, limitato nel tempo e comunque tale da non dare luogo alla sua imbalsamazione, unito ai trattamenti di preparazione del corpo del defunto per la sua esposizione riassumibili nella nozione di «tanatocosmesi».

2. Per garantire un’economicità di scala, i servizi di trasporto funebre istituzionale e quelli di ambito cimiteriale, come definiti rispettivamente al numero 1) della lettera h), sono svolti per bacini territoriali operativi in cui si registrino, secondo i dati ISTAT medi dell’ultimo decennio, non meno di trecento decessi annui, individuando le forme associative degli enti locali occorrenti per garantire l’effettuazione dell’obbligatorio servizio, in relazione alla dimensione demografica dei comuni, tenuto conto anche di quanto stabilito all’articolo 19 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e successive modificazioni.

3. Per garantire un’economicità di scala, i servizi necroscopici di deposito, di osservazione, obitorio e comunque quelli di cui al numero 2) della lettera f), sono svolti per bacini territoriali operativi in cui si registrino, secondo i dati ISTAT medi dell’ultimo decennio, non meno di trecento decessi annui.

senato.it

Lavoro usurante.

Lavorare nei cimiteri come necroforo e come operatore cimiteriale è un lavoro usurante e come tale va inserito nel relativo elenco. Lo chiede il senatore della Lega Paolo Tosato in un’interrogazione al ministro del Lavoro, Andrea Orlando. “L’operatore funebre o necroforo -spiega l’esponente del Carroccio- è un lavoratore chiamato ad occuparsi di tutte le attività collegate allo svolgimento di una cerimonia funebre e oltre a queste anche del recupero della salma in regime di reperibilità commerciale e istituzionale sulle 24 ore”, mentre “l’operatore cimiteriale è un lavoratore che si occupa delle attività successive, all’interno dell’area cimiteriale di sua competenza”.

“Due attività professionali -nota Tosato- soggette a numerosi rischi, di ordine psicologico, fisico, chimico e biologico”. Infatti “l’operatore funebre è a stretto contatto con i familiari nel drammatico momento del lutto, inoltre a lui competono anche le attività di recupero e di ricomposizione della salma per morte traumatica, di cura igienica e tanatocosmesi della salma”. L’operatore cimiteriale invece “svolge attività di esumazione, estumulazione e riordino di tombe, venendo costantemente a contatto con ossa e corpi decomposti”.

Vanno poi considerati “gli sforzi necessari per la movimentazione manuale dei feretri e le posture scorrette che si assumono nelle operazioni di sepoltura e movimentazione dei feretri, nell’apposizione dei marmi e nell’uso degli escavatori”. Tosato ricorda poi “l’uso di prodotti per la pulizia, la sanificazione e la disinfezione degli automezzi e degli ausili ed attrezzature che vengono utilizzati nelle attività del recupero delle salme e per la disinfezione di mezzi, ausili e attrezzi utilizzati durante le attività di esumazione e di estumulazione nonché per la disinfettazione e il giardinaggio all’interno dei cimiteri”.


Infine vanno considerati “i rischi di ordine biologico derivanti dalla presenza frequente di agenti biologici in conseguenza della manipolazione della salma e del contatto con liquidi corporei nelle attività di recupero e vestizione della salma”, o conseguenza delle “attività di esumazione ed estumulazione” durante le quali avviene il contatto “con liquidi biologici dei cadaveri aventi carica batterica e potenziali portatori di Tbc e tetano”. Senza dimenticare l’ulteriore aumento di rischi durante il Covid per la presenza di salme infette.

Partendo da queste considerazioni e ricordando che è stata istituita una commissione tecnica “incaricata di studiare la gravosità delle occupazioni, anche in relazione all’età anagrafica e alle condizioni soggettive dei lavoratori, anche derivanti dall’esposizione ambientale o diretta ad agenti patogeni”, Tosato chiede al ministro del Lavoro “quali iniziative stia valutando di adottare al fine di tutelare le figure professionali dell’operatore funebre e dell’operatore cimiteriale, in particolare al fine di disporre l’inserimento di tali mansioni tra quelle considerate usuranti o gravose”.

Fonte: adnkronos


The End of Gay: (and the death of heterosexuality)

Imsomma non si può far finta che questo sia il Pride month , e un pò di 🏳️‍🌈 spunta in ognuno di noi. Chissà , forse qualcuno riterrà l’argomento fuori contesto, ma la realtà è che la morte non guarda in faccia a nulla , tanto meno se appartieni alla comunità Lgbtq+ . Se la sessualità finisce con la vita , anche il caro estinto avrà vissuto chi in libertà, e chi doppie o triple vite, che rimarrano sepolte con lui.

Sfortunatamente non vi è ombra di una ediziona italiana, ma La fine dei gay:( e la morte dell’eterosessualità) di Bert Acher non potrà che interessarvi:

The End of Gay è uno strumento da utilizzare per ridefinire il ruolo che il sesso gioca nelle nostre vite e nel senso di noi stessi… Non fornisce alcuna prova conclusiva per generare una certezza assoluta. Richiede introspezione piuttosto che fornire un’esposizione definitiva. E ti chiede di accettare il sesso come una delle parti della vita, insieme all’amore, al tempo libero, alla famiglia e all’amicizia, che, se viziato in modo espansivo e intensivo senza limiti stabiliti da nessuno oltre a te stesso, conduce più direttamente alla fine ultima della vita, che è la felicità”. — da La fine del gay Il gay è una fase. Non qualcosa che le persone attraversano nell’adolescenza, ma come il femminismo, un movimento culturale e storico, sulla strada per qualcosa di più grande. In questo libro perspicace e provocatorio sul sesso alla fine di un’era, Bert Archer sostiene che le categorie della sessualità umana sono più fluide che mai. Ci sono state molte discussioni sul mainstreaming del gay – da “Lola” dei Kinks a Calvin Klein a Ellen – ma poco è stato detto sull’effetto che ha avuto sul modo in cui tutti ci vediamo. Archer suggerisce che la rilevanza in declino dell’identità gay significhi anche l’inevitabile morte dell’eterosessualità. Attraverso il prisma del suo passato e presente sessuale, con un’ampia gamma di riferimenti alla cultura pop, alla letteratura e alla storia, Archer ripercorre l’ascesa e l’imminente caduta del gay. Lungo la strada, cita esempi storici di maggiore liberazione sessuale, abbracciando le lezioni di quei precedenti come modelli per i nostri tempi meno inibiti. Celebrando l’arte che esprime amore e passione senza vincoli di genere, Archer rivendica Shakespeare e Prince, Goethe e Madonna, come icone per una nuova era più aperta del sesso. Stimolante, intelligente, coinvolgente e divertente, The End of Gay è un’opera audace che attende con impazienza le vaste possibilità dell’amore senza etichette.

The End of Gay non è un libro di auto-aiuto; non ti dirà cosa fare o come agire. È, infatti, l’opposto di un libro di auto-aiuto. The End of Gay è uno strumento da utilizzare per ridefinire il ruolo che il sesso gioca nelle nostre vite e nel senso di noi stessi. Anche se generalmente si può dire che progrediamo come società nella nostra comprensione di noi stessi, del nostro posto nel mondo e dei vari meccanismi di quel mondo, in materia di sesso e sessualità, per tutta una serie di ragioni, ma principalmente a causa della religione , non abbiamo. In materia sessuale, abbiamo preso strade con vicoli ciechi, siamo tornati indietro, abbiamo percorso lunghe distanze in direzioni interessanti solo per imbatterci in blocchi stradali, e in generale non si può dire di nessuna società in nessun momento che sia stata sessualmente liberata o progressista. Anche se ci sono state opportunità di tanto in tanto — l’Inghilterra immediatamente prima di Cromwell, per esempio, o il Canada e gli Stati Uniti, diciamo, dal 1967 al 1972 o giù di lì. Questo libro suggerisce che ora siamo nel mezzo di un’altra opportunità del genere. The End of Gay non fornisce prove conclusive per generare una certezza assoluta. Richiede introspezione piuttosto che fornire un’esposizione definitiva. E ti chiede di accettare il sesso come una delle parti della vita, insieme all’amore, al tempo libero, alla famiglia e all’amicizia che, se viziati in modo espansivo e intensivo senza limiti stabiliti da nessuno oltre a te, portano più direttamente alla fine ultima della vita, che è la felicità.

B. Acher

Buona lettura🏳‍🌈

Dr. House e similitudini.

Le similitudini tra Gregory House e il famoso detective immaginario Sherlock Holmes appaiono nel corso della serie; Shore ha spiegato di essere sempre stato un fan di Sherlock Holmes e di ritenere uniche le caratteristiche del personaggio, l’indifferenza che ha nei confronti dei suoi clienti. La somiglianza è evidente in vari elementi della trama della serie.

Infatti gli approcci poco ortodossi che House usa per fare le diagnosi, cure estreme e una prode psicologia e razionalità nel risolvere i casi, così come la sua riluttanza nell’accettare i casi che non lo interessano, sono stati più volte causa di conflitto tra lui e i suoi colleghi. Il medico mostra anche carente simpatia per i suoi pazienti e non li va quasi mai a visitare, una pratica che gli permette di avere maggior tempo a disposizione per risolvere enigmi patologici.

Grande parte della trama è incentrata sull’uso di Vicodin da parte di House, per gestire un dolore originato da un infarto avvenuto molti anni prima al suo muscolo retto del quadricipite femorale, un infortunio che lo costringe a camminare col bastone. Nonostante i suoi colleghi, i dottori James Wilson e Lisa Cuddy, lo abbiano incoraggiato ad andare in riabilitazione varie volte, finora, nessun tentativo ha avuto successo. Questa dipendenza è una delle molte somiglianze con Sherlock Holmes, che era dipendente dalla cocaina. Entrambi inoltre sperimentano altre droghe, come la morfina.

Somiglianze con altri personaggi letterari.

È interessante sapere che la creazione del personaggio del famoso detective fu a sua volta ispirata da un dottore che Arthur Conan Doyle conobbe all’ospedale di Edimburgo dove era andato dopo aver ottenuto il master in chirurgia. Questo medico chirurgo scozzeseJoseph Bell, di cui Doyle divenne anche assistente per un breve periodo, era un medico freddo e brillante, che utilizzava nel suo lavoro un metodo scientifico e grandi abilità deduttive attraverso l’osservazione, tanto che, come descrive Doyle stesso, esaminando uno sconosciuto riusciva a indovinarne, in base all’aspetto, l’occupazione e le recenti attività. Perciò il personaggio di House può essere visto come l’idea che chiude il cerchio di Sherlock Holmes.

Fonte wikipedia.