Quando si puรฒ fare un funerale gratuito a carico del Comune

Il pagamento del funerale รจ considerato un obbligo morale, famigliare e anche giuridico. Secondo la legge italiana, il funerale deve essere pagato dagli eredi del defunto in modo equo: ovvero, ciascun co-erede deve contribuire alla spesa in modo proporzionale alla quota ereditaria che riceverร , a meno che nel testamento non siano state date indicazioni differenti. Nel momento in cui si accetta lโ€™ereditร , non รจ possibile sottrarsi al pagamento del funerale (le cui spese tra lโ€™altro sono detraibili).

Funerale gratuito: come funziona
Il funerale perรฒ, come abbiamo visto, non ha un costo indifferente e per alcune famiglie puรฒ dunque rappresentare un problema economico. Non solo: purtroppo a volte i defunti sono completamente soli, magari nullatenenti e senza parenti lontani che possano farsi carico delle spese funebri. In tal caso si procede con un funerale gratuito, chiamato anche funerale di povertร , cioรจ finanziato completamente dal Comune โ€“ in genere quello di residenza del defunto. Ogni anno le Amministrazioni stanziano una cifra nel bilancio comunale destinata proprio a coprire le spese essenziali delle esequie di chi muore solo o senza patrimonio.

Ciascun Comune puรฒ definire in autonomia i criteri per lโ€™accesso al funerale gratuito, ma in genere il primo passaggio รจ la verifica del patrimonio: se il defunto era indigente, ci si accerta del fatto che non abbia lasciato alcun bene. Poi si procede con la ricerca dei familiari fino al sesto grado di parentela: se non รจ possibile trovare dei parenti (magari perchรฉ sono irreperibili o disinteressati) oppure se questi sono a loro volta non abbienti o, ancora, se hanno rinunciato allโ€™ereditร , allora il Comune paga le spese della sepoltura. Il funerale di povertร  รจ molto essenziale: generalmente non sono previste visite, fiori nรฉ carro funebre, ma semplicemente la tumulazione o piรน frequentemente la cremazione.

Oltre ai funerali gratuiti, cโ€™รจ anche un secondo caso in cui il Comune potrebbe farsi carico in parte delle spese funebri: i cosiddetti funerali sociali. Possono accedere a questa opzione i familiari in vita che si trovano in una situazione di particolare difficoltร  o che sono giร  seguiti dai Servizi sociali. In questo caso in genere il Comune paga il 50% delle spese funebri essenziali, cosรฌ che i parenti prossimi debbano pagare solo la somma restante. Se per loro รจ comunque impossibile farsene carico, il funerale diventa gratuito e lโ€™Amministrazione lo finanzia completamente.



Alcune Amministrazioni comunali (ad esempio quella di Milano) offrono altrimenti la possibilitร  di un funerale convenzionato, cioรจ un servizio base a un costo popolare, ad esempio sotto i 1500 euro. Per accedere a questa opzione di solito non รจ necessario dimostrare di essere indigenti o in situazione di difficoltร , ma potrebbero comunque esserci dei requisiti da rispettare: ad esempio, il defunto potrebbe dover essere deceduto e/o residente nel Comune che propone il funerale convenzionato.

MORIRE ALL’ITALIANA

รˆ uscito da poche settimane il volume a cura del Prof. Asher Colombo, docente di Sociologia allโ€™Universitร  di Bologna, dal titolo Morire allโ€™italiana – pratiche, riti, credenze (Bologna, Il Mulino 2022).

Si tratta del primo studio condotto in Italia sulla morte da un punto di vista sociologico, in cui lโ€™esperienza individuale viene inserita nel contesto piรน ampio della collettivitร  per delineare un quadro di pensiero e di comportamenti propri del nostro Paese, che potremo definire โ€œcultura funebre italianaโ€.

Lโ€™argomento morte e tutti gli aspetti ad essa correlati stanno riscuotendo in questi ultimi decenni un certo interesse da parte degli studiosi dopo che per molto tempo sono stati incredibilmente ignorati. Si puรฒ dire che nelle societร  occidentali, accomunate da un certo grado di benessere economico, la morte sia stata volutamente negata. Parlarne era, e lo รจ tuttora nella maggior parte dei casi, giudicato sconveniente o quanto meno imbarazzante. Succede a tutti i livelli: la si nasconde al malato, si ha timore, se non terrore, a trovarsi al cospetto di un cadavere, ci si tiene per quanto possibile lontani da situazioni e dai luoghi dove la sofferenza e la morte sono, per cosรฌ dire, โ€œdi casaโ€. Coloro che subiscono un evento luttuoso lo vivono per lo piรน in maniera privata allโ€™interno di una ristretta cerchia di familiari e di amici intimi, cercando di tornare alla routine quotidiana il prima possibile. Persino il lessico si รจ ingentilito coniando tutta una serie di termini che indicano la morte senza mai citarla direttamente, come scomparsa, passaggio, addio, fine vita, ultimo viaggioโ€ฆ

Se fino a qualche tempo fa la morte era accettata e considerata parte stessa del quotidiano e lโ€™intera comunitร  partecipava in maniera sia emotiva che pratica al decesso di uno dei suoi membri, ora รจ evidente come le cose siano profondamente mutate. Le persone sempre piรน frequentemente muoiono in ospedale o nelle case di cura, spesso sole, e anche la veglia del defunto non si tiene piรน nelle case riducendosi ad una breve visita allโ€™obitorio o alle sale del commiato. Ed รจ proprio il luogo in cui avviene il decesso ad aver probabilmente segnato uno step determinante in questo processo di negazione a cui hanno fatto seguito una serie di corollari e di pratiche che si sono via via sempre piรน allontanate da una tradizione consolidata.

รˆ in questo contesto di distacco psicologico e sociale dalla morte che nasce un rinnovato interesse da parte della comunitร  scientifica a studiarne gli effetti e i comportamenti che coinvolgono il singolo individuo come pure la collettivitร . Il libro Morire allโ€™Italiana riporta e illustra i dati raccolti in una serie di interviste mirate condotte con grande accuratezza da un selezionato gruppo di ricercatori appartenenti a sei diverse universitร  italiane (Bologna, Bergamo, Milano, Napoli, Torino e Urbino). Lโ€™indagine si รจ articolata in due fasi distinte ma complementari: la compilazione di un questionario con domande standardizzate e un pacchetto di interviste vere e proprie che, pur suggerendo una serie di punti ben precisi, hanno lasciato ampio margine allโ€™intervistato di raccontare le proprie esperienze.

Da questa scrupolosa ricerca scaturisce un quadro omogeneo nel suo insieme, ma allo stesso tempo frazionato laddove vengono valutate le diverse componenti (etร , area di residenza, grado di istruzione ecc.) I vari capitoli di questo volume illustrano i risultati dei punti che sono stati oggetto di indagine.

Asher Colombo commenta brevemente i risultati dellโ€™importante ricerca: ยซComplessivamente emergono tanti aspetti interessanti. Si tratta di un quadro unitario con tendenze generali che vanno perรฒ declinate a seconda del contesto territoriale, generazionale e religioso, che fanno una grande differenza. Direi che il dato che emerge maggiormente รจ lโ€™influenza della religiositร  sulla cultura funebre. In Italia questa influenza รจ molto forte: il 95% dei funerali viene celebrato con rito religioso, anche per quelle persone che in vita si dichiaravano agnostiche o ateeยป.

Morire allโ€™italiana. Pratiche, riti, credenzeโ€ (Il Mulino 2022).

oltremagazine.com

Zona comfort


Come uscire dalla comfort zone ed entrare in quella di crescita


Cos’รจ la comfort zone


Posto che teoricamente non conviene lasciare la strada vecchia per la nuova, perchรฉ dovresti fare il contrario?
Come uscire dalla comfort zone
Tutto ciรฒ che รจ conosciuto e familiare si puรฒ definire come โ€œzona di confortoโ€. Questo significa che tutti, proprio tutti, abbiamo una โ€œcomfort zoneโ€. La zona di conforto รจ sicura, protettiva, fondamentalmente perchรฉ รจ conosciuta.
Cos’รจ la comfort zone
La definizione della Psicologia Comportamentale della comfort zone evidenzia due aspetti principali che la caratterizzano, derivanti entrambi da un esperimento risalente alla prima decade del ‘900.

La comfort zone (o le comfort zone) generano un livello costante di rendimento, riducono la percezione di rischio ed ansia;
D’altro canto per riuscire a migliorare le proprie prestazioni bisogna sperimentare un certo grado di stress e ansia.
Come anticipato, rientra nella definizione di comfort zone tutto ciรฒ che รจ conosciuto e familiare. Questo significa che tutti, proprio tutti, abbiamo una โ€œcomfort zoneโ€. La zona di conforto รจ sicura, protettiva, fondamentalmente perchรฉ รจ conosciuta.

Agire allโ€™interno della zona di conforto alimenta molte delle nostre illusioni. Ad esempio, ci illude sulla controllabilitร  del futuro. รˆ uno scudo contro le incertezze del domani. Cosa potrebbe mai accadere se ogni giorno percorri lo stesso tragitto casa-lavoro? Come mai potrebbe reagire il tuo partner se sai come ottenere determinate attenzioni o comportamenti?

La psicologia che sta alla base di questi comportamenti ripetitivi รจ nota ed รจ comprensibile. Il nostro cervello agisce per scorciatoie, la nostra stessa sopravvivenza โ€“ anche in un mondo evoluto come il nostro โ€“ รจ legata a meccanismi ancestrali e risposte da stress.

Lo stato di allerta, che ci dovrebbe mettere in una condizione di โ€œcombatti o fuggiโ€ perenne, viene contrastato dal tentativo di diminuire lโ€™ansia e lo stress. E un modo molto intelligente e pratico di alleviare stress ed ansia รจ agire all’interno di un perimetro sicuro. Perimetro simbolico e materiale.

Non รจ un caso che costruiamo rifugi, innalziamo pareti divisorie persino all’interno di una stessa abitazione, diamo molta importanza all’amicizia e alla parentela. In una parola, ricerchiamo โ€œstabilitร โ€. Che appunto restituisce a me o a te la sensazione di un controllo quasi assoluto sull’ambiente.


Come uscire
Cos’รจ la comfort zone
Cosa comporta agire all’interno della comfort zone
Ma allora perchรฉ viene sempre consigliato di uscire dalla zona di comfort?


La comfort zone (o le comfort zone) generano un livello costante di rendimento, riducono la percezione di rischio ed ansia;
D’altro canto per riuscire a migliorare le proprie prestazioni bisogna sperimentare un certo grado di stress e ansia.
Come anticipato, rientra nella definizione di comfort zone tutto ciรฒ che รจ conosciuto e familiare. Questo significa che tutti, proprio tutti, abbiamo una โ€œcomfort zoneโ€. La zona di conforto รจ sicura, protettiva, fondamentalmente perchรฉ รจ conosciuta.





Non รจ un caso che costruiamo rifugi, innalziamo pareti divisorie persino all’interno di una stessa abitazione, diamo molta importanza all’amicizia e alla parentela. In una parola, ricerchiamo โ€œstabilitร โ€. Che appunto restituisce a me o a te la sensazione di un controllo quasi assoluto sull’ambiente.


Ma allora perchรฉ viene sempre consigliato di uscire dalla zona di comfort?
รˆ davvero utile farlo? Perchรฉ abbandonare un ambiente conosciuto in favore di uno sconosciuto?

La risposta รจ semplice: perchรฉ tutte le performance, di qualsiasi tipo, tendono ad appiattirsi nel tempo. Non รจ un caso che la spinta a uscire dalla โ€œzona di confortoโ€ arrivi dalle universitร  americane (dalle facoltร  di psicologia) che lavorano costantemente con i manager per migliorare il rendimento in azienda. Dopo un poโ€™ si tende a mollare, a essere compiacenti con il proprio rendimento.

E in effetti, se ci pensi bene, questo schema di comportamento รจ tipico in tanti ambiti, non solo quelli strettamente professionali. In ambito sportivo, non sono pochi gli atleti che arrivano al vertice per poi mollare non appena hanno raggiunto sufficienti guadagni per godersela un poโ€™ (a certi livelli lโ€™impegno sportivo assorbe ogni aspetto della propria vita).

Ma pensa anche alle band di successo: nonostante lโ€™etร  matura, gli autori di grandi musiche o grandi canzoni, spesso non sono in grado di replicare il successo ottenuto uno o due decenni prima.

La performance creativa ha raggiunto un periodo di stasi prolungato, dovuto al fatto che la stessa โ€œcreazioneโ€ รจ diventata una zona di conforto. Ci si accontenta di aggiungere un altro mattone sul muro, come ripeteva una vecchia canzone.

Se capita a livello professionale, figuriamoci nella vita di tutti i giorni. Ne sono coinvolti i tentativi di perdere peso, di tenersi in forma, di avere una vita relazionale e affettiva che riempie. Ci si accontenta perchรฉ semplicemente lโ€™abitudine รจ un potente antidoto contro la voglia di assumere un rischio non calcolato che potrebbe costare caro.

La veritร  perรฒ รจ cruda. Il mondo รจ fatto di cambiamenti: nonostante si ammonisca saggiamente di non fare il passo piรน lungo della propria gamba, รจ cambiando qualcosa che si producono risultati.

Ecco allora come provare a ottenere il cambiamento, rompere la catena della cattiva abitudine, scorgere un orizzonte oltre il solito sentiero che fai ogni mattina, da quando ti svegli a quando vai a dormire.

Spezzare la catena dellโ€™ordinarietร  provando a cambiare strada, in senso metaforico e reale.

Forse non lo sai, ma lโ€™ansia in realtร  potrebbe essere tua amica. Ovviamente non parlo dellโ€™ansia come condizione patologica, parlo dellโ€™ansia di cambiamento, di quella spinta motivazionale che senti come una sorta di inquietudine che ti mette di fronte al dubbio se rimanere cosรฌ o provare a forzare.

Come uscire dalla comfort zone
Provare qualcosa di diverso ogni giorno. รˆ assai probabile che la tua giornata sia scandita da una routine ben precisa. Prova a capire dove puoi introdurre un semplice cambiamento. Non ti serve per cambiare vita, ma per affrontare qualcosa di diverso. Sentirai un poโ€™ di adrenalina: รจ la novitร  che chiama.
Guardare dentro te stesso, individuare le trappole che ti tengono in qualche modo confinato alla tua comfort zone. Verifica se queste non dipendano dalle frequentazioni, dall’eccesso di comoditร , dal fatto che ti sei adagiato alla quotidianitร  subendo la decisione.
Procedere per gradi, imparando giorno dopo, rompendo gli schemi senza strafare.
Prenderti il tempo per decidere cosa fare e cosa non fare: le scorciatoie mentali, infatti, su cui si basano le abitudini, sono fatte apposta per non darti il tempo di pensare e invece agire di istinto.
Rompere questa regola: non pianificare tutto, concedi qualcosa all’improvvisazione. Spesso รจ questa che puรฒ portarti a trasformare lโ€™eccezione in regola. Le persone di successo sono quelle che si danno delle regole, dei comportamenti, ma che sanno romperli quando sono di intralcio a un nuovo sviluppo.

Per cambiare la tua vita รจ necessario prendere decisioni in rottura con il passato.

Cos’รจ il tempo.



Per la nostra realร  nulla ci รจ piรน misterioso e sfuggente del tempo; esso ci appare come la forza piรน grande ed inarrestabile dell’universo, che ci accompagna inesorabilmente dalla culla alla tomba.
Che cos’รจ dunque il tempo? Molti filosofi, scienziati, poeti e artisti hanno cercato di dare una qualche risposta a quello che รจ uno dei grandi interrogativi irrisolti dell’uomo.
Nel VII secolo Sant’Agostino nelle Sue Confessioni diceva: โ€œSe nessuno me lo chiede, so cos’รจ il tempo, ma se mi si chiede di spiegarlo, non so cosa direโ€. Il noto filosofo esistenzialista contemporaneo Martin Heidegger, allorchรฉ si accinse a scrivere un saggio sul tempo, affermรฒ che gli mancavano le parole per poter parlare di questo argomento.
La maggior parte di noi uomini coscienti tende ad associare il tempo ai fenomeni di cambiamento e/o evoluzione, ma sotto c’รจ forse dell’altro, che nella nostra fretta di vivere ci sfugge!
Le domande non mancano. Il tempo si muove in una sola direzione, dando vita a un presente in costante cambiamento? Il passato esiste ancora? Se si, dov’รจ finito? Il futuro รจ giร  determinato, e ci aspetta, anche se non lo conosciamo? Ecc.
Puรฒ sembrare strano, ma la fisica classica ha sempre cercato di evitare questa domanda, lasciando piuttosto lโ€™arduo compito ai filosofi. Il motivo รจ probabilmente dato dalla schiacciante autorevolezza di Newton ed Einstein per il modo con cui hanno plasmato lo spazio, il tempo ed il moto.
Entrambi hanno costruito modelli dell’universo di straordinaria chiarezza, ma poi, una volta fatta la struttura, non si sono preoccupati eccessivamente delle fondamenta; e questo lascia spazio a potenziali confusioni.
Senza alcun dubbio, le loro teorie sono piene di grandi veritร , ma tutt’e due danno il tempo come qualcosa di scontato: รจ un mattone al pari dello spazio, un elemento primario. Einstein lo ha addirittura fuso con lo spazio per creare uno โ€œspazio-tempoโ€ a quattro dimensioni; infatti una delle grandi rivoluzioni della fisica moderna:โ€œla relativitร โ€, รจ completamente imperniata sul โ€œTempoโ€.
Nella โ€œrelativitร โ€ Einstein aveva eliminato il concetto piรน Newtoniano di spazio e tempo assoluti, infatti gran parte della difficoltร  nostra a comprendere la teoria della โ€œrelativitร โ€, proviene dalla riluttanza umana a riconoscere che il senso del tempo, come ad esempio quello del colore, รจ solo una nostra forma di percepire alcune cose che ci succedono attorno.
Come non esiste in realtร  ciรฒ che noi definiamo โ€œcoloreโ€ senza il nostro occhio per recepirlo, cosรฌ un istante, unโ€™ora un giorno, sono indistinguibili senza gli avvenimenti che li caratterizzano; quindi come lo spazio possiamo identificarlo come un possibile ordine di oggetti materiali, cosรฌ il tempo รจ identificabile come un possibile ordine di avvenimenti.
Eistein spiegava la soggettivitร  del tempo con queste parole: โ€œle esperienze di un individuo ci appaiono ordinate in una serie di singoli avvenimenti, che Noi ricordiamo apparire ordinati secondo il criterio di anteriore e posteriore. Esiste quindi per lโ€™individuo un tempo suo proprio soggettivo che in se stesso non รจ misurabileโ€.
Noi possiamo associare numeri ed eventi in modo tale che un numero maggiore sia associato ad un avvenimento posteriore, piuttosto che anteriore, e questa continuitร  possiamo quantificarla per mezzo di un orologio, che รจ uno strumento nostro utilizzato per contare lo scorrere di una serie di avvenimenti; per cui, mentre noi svolgiamo il nostro lavoro quotidiano, l’orologio atomico di Bonn tiene il tempo terrestre.
Ma comunque sia, che il tempo sia segnato dall’orologio di Bonn, dal vostro, dal mio, o quello di un abitante di un pianeta della galassia di Andromeda, sono sempre solamente tutti tempi soggettivi che gli esseri coscienti avvertono in relazione allโ€™ambiente in cui si trovano a vivere; ad esempio un paziente seduto sulla poltrona di un dentista avverte sicuramente in modo diverso il tempo scandito dallโ€™orologio atomico di Bonn, rispetto ad un ascoltatore seduto in poltrona mentre ascolta una sinfonia di Mozart.
Sin dai tempi piรน antichi due concezioni diverse del โ€œtempoโ€ si sono scontrate, per esempio tra i Filosofi Greci, Eraclito sosteneva la necessitร  dellโ€™eterno scorrere di tutto, e Parmenide sosteneva invece che il tempo ed il moto non esistessero.
Ben pochi pensatori nelle epoche successive presero sul serio le idee di Parmenide, per trovarne uno bisogna arrivare sino ai tempi nostri; lโ€™Inglese Julian Barbour teorico di astrofisica e del tempo, il quale sostiene nella sua tesi, che lโ€™eterno fluire di Eraclito non รจ che una Nostra radicata illusione.
La sua teoria รจ che lโ€™universo โ€œquanticoโ€ sia statico, esistente come una serie di stati indipendenti dal tempo, governati solo dalla loro probabilitร  di esistere.
Dice Barbour: โ€œla nostra nozione di tempo deriva dallโ€™osservazione di questi stati, il tempo รจ una nostra pura illusione, in quanto che i fenomeni dai quali deduciamo la sua esistenza sono reali, ma Noi li interpretiamo in modo sbagliato per il motivo che le radici del nostro sapere affondano essenzialmente ad oggi in due teorie di fisica definite come: meccanica classica, e meccanica quantistica, che danno una visione non olistica del Tutto, e quindi a volte possono anche risultare fuorviantiโ€.
Comunque la teoria piรน vicina al concetto del tempo di Barbour sicuramente รจ la meccanica quantistica, in quanto essa presume che non ci sia una singola successione di stati, ma ogni possibile successione di stati, e che quindi tutti i possibili avvenimenti siano presenti nello stesso tempo; siamo noi con la nostra mente che decidiamo che stato seguire e/o vivere, mentre per la meccanica classica il tempo รจ qualcosa come un invisibile filo sul quale vengono appesi in successione gli avvenimenti.
La nuova fisica vivifica ed apre nuovi orizzonti verso una miglior comprensione circa l’antico enigma esistente tra i concetti di tempo, libero arbitrio e determinismo; infatti la teoria della relativitร  di Eistein ci apre una visione di un universo esteso nel tempo oltre che nello spazio, senza toglierci una certa qual libertร  d’azione; e la teoria dei quanti, che attribuisce alla nostra mente un ruolo cosรฌ importante, ci aiuta a capire piรน a fondo la questione del libero arbitrio poichรจ, in effetti, il fattore quantico ha spazzato via la vecchia concezione deterministica dell’universo, secondo cui tutto ciรฒ che facciamo รจ stato prestabilito dai meccanismi universali prima ancora della nostra nascita.

riflessioni.it

Svegliarsi

Ci addormetiamo in sogni profondi

circondati da immensi silenzi

per risvegliarsi circondati da profumi

e colori vivaci.

K.

Infinity sleeping.

Cronaca nera.

Funerale schock

Benchรฉ la notizia si di qualche anno fa , รจ sempre molto scioccante quande in un funerale succede quello che non dovrebbe mai accadere:

Si รจ spezzata, l'avevano appena sollevato per portarlo via e c'รจ stato un tonfo. Abbiamo dovuto portarlo in chiesa con una copertura per nascondere la strageยป, avrebbe detto sua figlia Debora S., 23 anni.

โ€œEro giร  sotto shock per la sua morte improvvisa, poi questo mi ha sconvolto. Sono uscita in strada urlando, sono finita al pronto soccorso con la pressione altissimaโ€, ha aggiunto.

Debora S.ha dichiarato di voler citare in giudizio le Onoranze funebri per l'incidente se non le fosse stato corrisposto un risarcimento.

"Ho spiegato che serviva una bara rinforzata perchรฉ mio padre era molto pesante, 130 chili e alto un metro e 80 centimetri", ha detto a proposito dell'organizzazione del funerale, che รจ costato complessivamente 2.300 euro.

"Ho visto mio padre morire due volte", ha detto.

La storia della famiglia S. segue la morte di un anziano in un cimitero del nord Italia. Il pensionato stava visitando la tomba della moglie a Treviso quando รจ scivolato ed รจ caduto sulla tomba di marmo, battendo la testa e morendo sul colpo.
Per fortuna sono avvenimenti rari, speriamo che non accadano piu.

Diventare Alberi.

Lโ€™Associazione Diventare Alberi lancia il suo portale dedicato a chi crede nellโ€™intimo legame fra lโ€™uomo e la natura come parte integrante dellโ€™unitร  del cosmo e lo vuole mantenere anche dopo la morte. Un nuovo concetto di sepoltura dove le ceneri di cremazione di persone o animali dโ€™affezione vengono unite a semi di piante o alberi per celebrare non una fine ma un passaggio ad un diverso stato fisico ed interiore. Lโ€™albero, con suo rigenerarsi ad ogni stagione รจ, infatti, il simbolo per eccellenza di spiritualitร  e di rinnovamento attraverso i cicli naturali della vita.

https://www.becomingtrees.org/

Ogni immagine รจ stata creata con l’utilizzo di AI. Ogni luogo e/o persona rappresenta non sono reali ne esistenti.

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รˆ possibile superare la perdita di un figlio?

La morte di un figlio รจ la perdita piรน devastante. Piangi per la perdita della sua esistenza, per ciรฒ che avrebbe potuto vivere e per il suo futuro mancato. La tua vita ora รจ cambiata per sempre, ma sappi che non รจ finita. รˆ possibile attraversare il dolore e superarlo.

Accetta e riconosci tutti i tuoi sentimenti e le emozioni. Hai diritto di vivere tutti gli stati dโ€™animo che provi. Potresti provare una rabbia intensa, sensi di colpa, la negazione, il dolore e la paura; sono tutti sentimenti prevedibili in un genitore in lutto. รˆ del tutto normale, non c’รจ nulla di “sbagliato” in questo. Se hai voglia di piangere, fallo. Concediti il diritto di provare emozioni. Tenerle soffocate รจ semplicemente troppo difficile e non va bene. Se le tieni dentro, starai solo peggio per la cosa piรน triste che hai mai vissuto. รˆ assolutamente naturale e anche sano concederti di provare tutti i sentimenti possibili sulla perdita, perchรฉ questo ti metterร  sulla strada giusta per accettarla. Non riuscirai mai a superarla pienamente, ma potrai trovare la forza per affrontare la morte di tuo figlio. Se non accetti i tuoi sentimenti, non sarai in grado di andare avanti.

Butta via il calendario. Non ci sono tempi stabiliti per elaborare un lutto. Ogni individuo รจ proprio questo: un individuo. I genitori in lutto possono sperimentare molte emozioni e difficoltร  simili tra loro; tuttavia, il percorso di ognuno รจ diverso a seconda della personalitร  e del contesto sociale in cui vive.

  • Per anni, ci siamo basati sulla convinzione popolare che un lutto si supera attraverso cinque fasi del dolore, che iniziano dalla negazione e finiscono con l’accettazione. Il pensiero moderno invece รจ che non ci sono fasi da completare per elaborare il lutto. Al contrario, le persone sperimentano un “miscuglio” di sentimenti e stati dโ€™animo che si alternano, vanno e vengono, e a volte riemergono. In una recente ricerca, gli studiosi hanno constatato che molte persone accettano la morte di una persona cara fin dall’inizio e che vivono piรน la mancanza dell’individuo perduto che sentimenti di rabbia o depressione.
  • Dato che il processo del lutto รจ strettamente personale per ogni individuo, a volte le coppie vanno in crisi perchรฉ non riescono a capire come il partner gestisce la perdita. Devi tenere presente invece che il tuo coniuge puรฒ avere dei meccanismi per affrontare il dolore che possono essere diversi dai tuoi, e devi permettergli di viverli nel modo che ritiene piรน opportuno per sรฉ.Non preoccuparti se provi uno stato di torpore. Durante lโ€™elaborazione del lutto, molte persone vivono uno stato di intorpidimento e apatia. In questa situazione il mondo puรฒ sembrarti un sogno o apparire distante. Le persone e le cose che una volta davano felicitร  ora rappresentano il nulla. Questo stato dโ€™animo potrebbe passarti rapidamente, ma potresti anche viverlo per un po’ di tempo; รจ una reazione del corpo che cerca una protezione dalle emozioni travolgenti. Con il tempo, tornerai a sentirti presente e interattivo con il mondo esterno.
    Per molti, il torpore comincia a svanire dopo il primo anniversario della morte del figlio, a quel punto la consapevolezza della vera realtร  puรฒ colpire molto duramente. Molti genitori affermano infatti che il secondo anno รจ il piรน difficile.Allontanati un poโ€™ dal lavoro โ€ฆoppure no. Alcuni genitori trovano insopportabile il pensiero di tornare al lavoro.
    Non permettere che la paura di perdere il posto di lavoro ti costringa a rientrare prima di essere psicologicamente pronto.
  • Evita di prendere decisioni significative. Aspetta almeno un anno prima di prendere decisioni importanti. Non pensare di vendere la casa, cambiare localitร , divorziare o cambiare la tua vita in modo sostanziale. Attendi che svanisca la sensazione di torpore, finchรฉ potrai vedere con chiarezza e luciditร  le varie opzioni che hai a disposizione.
    Fai attenzione a non prendere decisioni impulsive nel quotidiano. Alcune persone rischiano di adottare la filosofia di: “La vita รจ breve” che le spinge a correre rischi inutili nel cercare una vita migliore. Osserva il tuo comportamento per essere certo di non impegnarti in attivitร  potenzialmente dannose.
  • Abbi fiducia nel tempo. La frase: “Il tempo guarisce tutte le ferite” puรฒ sembrarti un luogo comune privo di significato, ma la veritร  รจ che ti riprenderai da questa perdita, con il tempo. Inizialmente, i ricordi saranno dolorosi, anche quelli belli, ma a un certo punto inizierai a cambiare sentimenti e ti ritroverai ad amare quei ricordi. Ti faranno sorridere e ritroverai la gioia nel farli riaffiorare alla memoria. Il dolore assomiglia un poโ€™ alle montagne russe o alla marea dell’oceano.Rivaluta le tue relazioni sociali, se diventa difficile gestirle. Non รจ raro che gli amici si allontanino in circostanze di lutto. Alcune persone semplicemente non sanno cosa dire e coloro che sono genitori possono sentirsi a disagio nel ricordare che la perdita di un figlio รจ possibile. Se gli amici ti spingono a “dimenticare” il dolore e cercano di accelerare la tua elaborazione del lutto, stabilisci dei confini con loro in merito ai possibili argomenti di conversazione. Se necessario, mantieni le distanze da chi insiste nel decidere per te quale deve essere il tuo processo di lutto.
    Tieni presente che va bene prenderti dei momenti โ€œfuori dal luttoโ€ per sorridere, ridere e goderti la vita. Ciรฒ non significa che ti stai dimenticando di tuo figlio, questo sarebbe impossibile.
  • Organizza un incontro commemorativo. Un paio di settimane dopo il funerale o in un momento che ti sembra adatto, invita amici e persone care a una festa o una cena per ricordare il tuo bambino. Rendi questo incontro unโ€™occasione per riportare alla memoria i bei ricordi che ognuno di voi ha di tuo figlio. Invita le persone a condividere storie e/o foto. L’incontro puรฒ svolgersi a casa tua, oppure puoi scegliere un luogo che piaceva al bambino: un parco, il parco giochi o lโ€™oratorio.Parla con un terapeuta. Un professionista puรฒ aiutarti, soprattutto se รจ specializzato nella consulenza del dolore.
  • Trova un forum online. Ci sono molti forum online dedicati al sostegno delle persone che hanno sofferto una perdita; tuttavia, tieni presente che molti di questi comprendono tutti i tipi di perdita (genitori, partner, fratelli, anche animali domestici). Cercane uno che sia specifico per i genitori in lutto per la perdita di un bambino, se vuoi trovare maggiore comprensione del tuo stato dโ€™animo.
  • Perdere un figlio รจ una tra i lutti piรน difficili da elaborare. Se dopo un anno, vi sentite ancora molto sofferenti il consiglio che posso dare รจ di rivolgersi a specialisti di conclamata competenza che vi supporteranno in un percorso di convivenza.

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Each person, place represented is not real or existing.

L’immagine rappresentata รจ stata creata con l’utilizzando un programa di Intelligenza Artificiale(AI). Nessuna persona, luogo da me raffigurato รจ reale, e/o esistente.

Conflict between science and religion

Many sociologists, like William Bainbridge (1997), argue that the relationship between science and religion is complex and cannot be explained simply by stating that they stand in opposition to each other. There have been developments and changes in both areas that made them seem more compatible than before.

Relationship between science and religion
Religious pluralism and diversity: Some religious subgroups are not as strict about the scripture and dogmas of ancient texts any more. They are open to new ideas both from religion and science. Many changes have happened within traditional religions, which suggests that religions overall can evolve as well. Theology has always had different strands.

New religious movements and New Age movements are more compatible with science than conservative, fundamentalist religions.

Scientists such as Stephen Jay Gould (1999) claim that science and religion are compatible because they deal with different areas of life that do not overlap and can exist side by side.

Science aims to define the evolution and the laws of nature.

Religion is set to define the meaning of life and provide moral guidance and psychological relief.

Deism: According to deists, God created the universe, but then it evolved on its own. Scientists can discover what the workings and laws of this God-created universe are.

Some religions use science as a foundation for their theories.

Scientology, for example, developed the E-meter, which is said to track peopleโ€™s spiritual progress. However, its validity is questioned.

The existence of scientific paradigms, like gravity, suggests that there are also fundamental, closed rules in science.

Science as a closed system
Though some theorists argue that science is open and critical, science historian Thomas Kuhn (1957) points out that scientific ‘facts’ proven in well-established fields, e.g. geology or physics, are based on shared assumptions – a paradigm.

The paradigm tells scientists about the nature of reality, what questions to answer, what is acceptable as evidence, etc. A scientist who challenges this paradigm may be ridiculed and even shunned by the scientific community. This is what makes science, argues Kuhn, in reality a closed system.


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Have science and religion ever been compatible with each other?

According to some beliefs, the two cannot coexist with each other, people choose either one or the other. There have, however, always been scientists who believed in God and religious individuals who supported the development of sciences. We will look at what sociologists hold of the two in relation to each other.

We will start by looking at a summary of science and religion.
Next, we will outline the differences between religion and science in sociology.
Then, we will look at the relationship between science and religion in more detail.
Finally, we will look at sociological perspectives on science and religion.
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Science and religion: a summary
Some sociologists see a clear conflict between science and religion, while others believe in a more compatible relationship between science and religious belief. Karl Popper argues that science is an open belief system based on empirical data collection, continuous criticism and value freedom.

Traditional religions are usually closed belief systems with absolute truths based on God’s words, recorded in ancient texts, rather than on experiments and questioning.

Differences between religion and science in sociology
The table below displays the contrasting characteristics of science and religion, respectively.

Science

Religion

The main concern of science is the physical, while religion focuses on the supernatural world.

Scientific knowledge is gained through empirical methods, such as experiments.

Experiments are standardised, so any scientist, anywhere, can repeat them and confirm or deny the results.

Religion’s basis is faith. Knowledge in religion comes from God (or the gods), whose existence is based on belief rather than empirical evidence.

Religious belief is subjective and cannot be proven (or disproven) by anyone.

Science is an open belief system, while religious beliefs represent a closed one.

Data and information obtained through scientific research are open to testing by other scientists and institutions.

According to Karl Popper (1959), scientists must purposely try to find mistakes in their peers’ research, as this is the only way to ensure scientific facts are correct and unbiased.

Theology teaches that fundamental ideas, figures and knowledge in religion are sacred and should not be criticised by believers.

The scientific knowledge system is ever-evolving, while religious belief is based on an absolute knowledge system.

Scientific knowledge has evolved and improved through the repetition of experiments, challenging previous works, and debates and discussions between many scientists.
The ideas and practices of religious texts are usually seen as stating absolute truths that do not change over time.

Many fundamentalist Christians, for example, reject the scientific concept of evolution and believe that God created the world just as it was written in the Bible more than 2000 years ago.

Scientists aim to be objective and value-free, while religion is a highly subjective belief system.

The personal feelings, values and opinions of scientists must stay out of the scientific process.
The level of participation and commitment in religious practices are highly dependent on personal experience and belief.

Prayer, for example, is a very subjective, personal experience.

Science tries to remain independent of government and state, while religions have historically been, and often still are, closely linked to the state.

Table 1 – Differences between science and religion.

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Conflict between science and religion
Many sociologists, like William Bainbridge (1997), argue that the relationship between science and religion is complex and cannot be explained simply by stating that they stand in opposition to each other. There have been developments and changes in both areas that made them seem more compatible than before.

Relationship between science and religion
Religious pluralism and diversity: Some religious subgroups are not as strict about the scripture and dogmas of ancient texts any more. They are open to new ideas both from religion and science. Many changes have happened within traditional religions, which suggests that religions overall can evolve as well. Theology has always had different strands.

New religious movements and New Age movements are more compatible with science than conservative, fundamentalist religions.

Scientists such as Stephen Jay Gould (1999) claim that science and religion are compatible because they deal with different areas of life that do not overlap and can exist side by side.

Science aims to define the evolution and the laws of nature.

Religion is set to define the meaning of life and provide moral guidance and psychological relief.

Deism: According to deists, God created the universe, but then it evolved on its own. Scientists can discover what the workings and laws of this God-created universe are.

Some religions use science as a foundation for their theories.

Scientology, for example, developed the E-meter, which is said to track peopleโ€™s spiritual progress. However, its validity is questioned.

The existence of scientific paradigms, like gravity, suggests that there are also fundamental, closed rules in science.


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Fig. 1 – New Age movements are more compatible with science than traditional religions, according to some sociologists.

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Science as a closed system
Though some theorists argue that science is open and critical, science historian Thomas Kuhn (1957) points out that scientific ‘facts’ proven in well-established fields, e.g. geology or physics, are based on shared assumptions – a paradigm.

The paradigm tells scientists about the nature of reality, what questions to answer, what is acceptable as evidence, etc. A scientist who challenges this paradigm may be ridiculed and even shunned by the scientific community. This is what makes science, argues Kuhn, in reality a closed system.

Science and religion: sociological perspectives
How do different sociological perspectives see science as a belief system? You can find the answer below.

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Functionalists on science as a belief system
Robert K. Merton (1973), a functionalist, claims that science only works when supported by other institutions and values, including religious ones. He defines four leading norms that guide scientists in their research under the acronym CUDOS:

Communism: scientific knowledge is the property of the people. Scientists must share their findings with other scientists so that science can evolve.

Universalism: the validity and reliability of scientific knowledge is judged by universal, objective criteria.

Disinterestedness: scientific knowledge must be pursued for its own sake.

Organised scepticism: all scientific findings are open to criticism and challenge.

Interpretivists on science as a belief system
Interpretive sociologists argue that all knowledge, including science, is socially constructed. They argue that rather than being objective truth, scientific facts are produced within a paradigm that tells practitioners what they should expect to see and what instruments they ought to use.

Marxists and feminists on science as a belief system
Both Marxist and feminist theorists are critical of science as a belief system. They view science as serving the interests of dominant groups and view scientific developments as being driven by the need for certain types of knowledge.

Modernists on science as a belief system
Modernist Anthony Giddens argues that science is becoming more and more significant in people’s lives, but this is not because of the decline of religion. It is due to the decrease in traditionalism.

Postmodernists on science as a belief system
Theorists who follow the postmodernist tradition, such as Jean-Francois Lyotard (1984), argue that science is based on meta-narratives, which they – in general – reject. They claim that through the meta-narratives and the concept of absolute truth, science also plays a role in the domination and manipulation of the people, just like religion.