Doctors & the Medics – Spirit in the sky.(1986)
Original Song by N. Greenbaum.

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Doctors & the Medics – Spirit in the sky.(1986)
Original Song by N. Greenbaum.
E poi ho capito
che per essere
più vivo
dovevo
avere meno paura
così l’ho fatto…
ho perso la mia paura
e guadagnato
tutta la mia vita.
Il capolavoro che segna una vera e propria svolta nella produzione artistica di Pina Bausch è “Café Müller”, nel quale si possono intuire anche gli echi del suo passato di giovane lavoratrice nel ristorante paterno. Si tratta di quaranta minuti di danza su musica di Henry Purcell, con sei interpreti, compresa la stessa coreografa. In esso c’è la scoperta del verbo, della parola e di un’intera gamma di suoni originari, sintomatici di emozioni forti e pure, altamente sceniche e di grande impatto, come il ridere e il piangere, oltre a suoni più forti e talvolta di rottura, come urla, sussurri improvvisi, colpi di tosse e piagnucolamenti.
Anche con lo spettacolo del 1980, “Ein Stück von Pina Bausch”, si può vedere ancora più chiaramente dove sia arrivato il lavoro della coreografa tedesca, ormai lanciatissima nel suo neo-espressionismo coreutico, se così si può chiamare. Il ballerino, la sua figura, si “trasforma” in persona, che si muove e vive la scena con abiti quotidiani, facendo cose anche solite, e creando così una sorta di scandalo negli edulcorati ambienti del balletto europeo. Le accuse di un certo tipo di critica sono forti e Pina Bausch viene anche tacciata di volgarità e cattivo gusto, soprattutto da parte della critica americana. C’è troppo realismo, a dire di alcuni, nei suoi innovativi lavori.
Inizialmente sposata con l’olandese Rolf Borzik, scenografo e costumista , si lega a Ronald Kay, che resta per sempre il suo compagno, dandole anche un figlio, Salomone.
Nel 2009 si lancia in un impegnativo progetto cinematografico in 3D realizzato dal regista Wim Wenders, il quale però si interrompe con la morte improvvisa proprio della coreografa. Pina Bausch muore il 30 giugno 2009, a Wuppertal, all’età di 68 anni.

Oggi vi scriverò di un giovane attore americano, con un futuro promettente.
Purtroppo anche le stelle possono cadere e scivolare negli imprevisti della vita….non ci resta che ricordarlo nelle diverse pellicole in cui ha recitato, rendendolo così, una stella che brilla eternamente nell’universo.
La carriera di River Phoenix fu tragicamente stroncata dalla prematura morte, avvenuta nella sera di Halloween del 1993, a soli ventitré anni, a causa di un’overdose di speedball (un cocktail di droghe composto da eroina e cocaina) che, di fatto, lo ha reso uno dei più rappresentativi simboli della generazione X Phoenix, che possedeva un patrimonio netto di oltre 5 milioni di dollari, al momento della morte era impegnato nelle riprese del film Dark Blood, che a causa della sorte dell’attore rimase incompiuto (la pellicola vedrà la luce soltanto nel 2012, con modifiche e rimaneggiamenti). Parallelamente all’attività cinematografica, Phoenix è stato anche un musicista, quale cantante e chitarrista della band Aleka’s Attic, fondata assieme alla sorella Rain, prima e della band Blacksmith dopo, oltre che un attivista per i diritti degli animali e dell’ambiente. Fu un portavoce per la PETA che, in virtù degli sforzi impiegati nelle iniziative promosse dall’organizzazione, lo insigní dell’Humanitarian Award nel 1992[6].
Nel corso della sua breve vita, ha aiutato finanziariamente molte organizzazioni ambientaliste e umanitarie, acquistando, tra l’altro, 800 acri (320 ettari) di foresta pluviale in via di estinzione in Costa Rica.
Fu amico di importanti personalità come l’attore Keanu Reeves, il bassista Flea, il chitarrista John Frusciante, il cantante Michael Stipe, il rapper Adam Horovitz oltre ad aver stretto vari sodalizi professionali con registi come Gus Van Sant.
Fonte Wikipedia

Russian Doll è una serie televisiva statunitense del 2019 ideata da Natasha Lyonne, Amy Poehler e Leslye Headland.
La prima stagione, composta da 8 episodi, è stata distribuita su Netflix il 1º febbraio 2019, in tutti i paesi in cui è disponibile.Una donna, Nadia, si ritrova in un misterioso anello temporale, che la riporta ripetutamente alla festa del suo 36º compleanno, dopo bizzarre morti che la coinvolgono. Scopre poi che un’altra persona come lei sta vivendo la stessa situazione.
fonte Wikipedia
Una serie particolare, con puntate brevi di circa 25 minuti, Candidata per la miglior serie rivelazione – formato breve. Alla fine perchè non darci uno sguardo.
La possibilità concettuale di dimensioni temporali multiple è stata sollevata anche nella moderna filosofia analitica.
Il filosofo inglese John Godolphin Bennett ha proposto un universo a sei dimensioni con le consuete tre dimensioni spaziali più tre dimensioni di tipo tempo chiamate tempo, eternità e hyparxis. Il tempo è la successione cronologica consueta, le dimensioni di ipertempo chiamate eternità e hyparxis hanno invece delle proprietà specifiche: la dimensione di eternità può essere considerata il tempo cosmologico, o la dimensione senza tempo. La dimensione detta hyparxis è caratterizzata dalla potenzialità di essere ed è più significativa nel campo dei processi quantici.
La congiunzione delle due dimensioni di tempo ed eternità potrebbe formare una base ipotetica per una cosmologia del multiverso, che prevede l’esistenza di universi paralleli su un piano di possibilità molto vaste. La terza dimensione di tipo tempo, hyparxis, ammetterebbe teoreticamente le possibilità fantascientifiche di viaggiare nel tempo, passare in universi paralleli e viaggiare più veloce della luce.
Anche se Bennett ha avanzato speculazioni curiose, le sue idee si fermano ad aspetti soggettivi della percezione del tempo e non sono fondate su una base pienamente scientifica. Il problema della misurazione di tali ipotetiche dimensioni temporali extra non viene affrontata.
fonte Wikipedia

Preparazione del corpo – Tradizionalmente, il corpo viene lavato dai membri della famiglia e dagli amici stretti. Molte case funebri indù riconoscono l’importanza del processo e lasciano che sia la famiglia del defunto a lavare il corpo e permettaere alla famiglia di preparare il corpo. Se questo non è possibile, la casa funebre può lavare e vestirsi il corpo. Per il lavaggio rituale, la testa del defunto dovrebbe essere rivolta verso sud. Una lampada d’olio illuminata, nonché un’immagine della divinità preferita del defunto, dovrebbe essere mantenuta sopra la testa del defunto. Tradizionalmente, per il abhisegam il “santo bagno”, il corpo viene lavato in una miscela di latte, yogurt, ghee (burro chiarificato) e miele. Il corpo può anche essere lavato in acqua purificata. Mentre il corpo viene lavato, vengono recitati dei mantra. Una volta che il corpo è sufficientemente pulito, le dita grandi devono essere legate, le mani devono essere collocate palmo con palmo in una posizione di preghiera e il corpo deve essere avvolto in un telo bianco. Se la persona che è morta era una donna sposata che è morta prima del marito, dovrebbe essere vestita di rosso.Storicamente, le cremazioni indù si svolgono sulle rive del fiume Gange in India.Generalmente, gli indù credono che la vita e la morte fanno parte del concetto di samsara o della rinascita. L’obiettivo finale di molti indù è liberarsi dal desiderio, evitando così il samsara e raggiungere il moksha, lo stato trascendente della salvezza. Una volta raggiunto il moksha, l’anima sarà assorbita nel Brahman, la forza divina e la realtà ultima.
Fonte indianepal.it
Elephant è un film del 2003 diretto da Gus Van Sant, vincitore della Palma d’oro al miglior film e del premio per la miglior regia al 56º Festival di Cannes.
È liberamente ispirato al massacro della Columbine High School nel 1999.
Il titolo allude al proverbiale elefante nella stanza, metafora di un problema che tutti vedono ma di cui nessuno vuole parlare, ed è una citazione dell’omonimo film del 1989 diretto da Alan Clarke, sulla violenza settaria nell’Irlanda del Nord.
Fonte Wikipedia
Se pur son passati anni dalla sua uscita , rimane sempre emozionante riguardarlo , ci si trova ipnotizzati in una liturgia profana.

La maggior parte dei morti tace. Per i poeti non è così. I poeti continuano a parlare.” Perché comunicano a ognuno qualcosa di personale e accompagnano diversi momenti della nostra vita, innescando con noi un dialogo intimo al di sopra dello spazio e del tempo. Per questo Cees Nooteboom, nel corso di trent’anni di viaggi per il mondo e attraverso i cieli della letteratura, ha visitato le tombe dei grandi scrittori e filosofi che lo hanno segnato, raccogliendo quello che, dietro una lapide di marmo, un monumento bizzarro, un’epigrafe toccante o l’incanto di un’atmosfera, hanno ancora da raccontare. Dal famoso Père-Lachaise di Proust e Oscar Wilde alla pittoresca collina sopra Napoli che ospita Leopardi, dalla cima del monte Vaea, nelle isole Samoa, dove è sepolto R.L. Stevenson, a Joyce e Nabokov in Svizzera. Calvino a Castiglione della Pescaia, Melville in un angolo sperduto del Bronx, e Kawabata nel suo Giappone; Keats e Shelley accanto a Gregory Corso nel romantico Cimitero Acattolico di Roma; Brecht a due passi da Hegel a Berlino est; Brodskij insieme a Pound nell’isola veneziana di San Michele, e il Montparnasse di Baudelaire, Beckett e Sartre, a cui ha scelto di unirsi anche Susan Sontag.
Se volete avventurarvi in una lettura scorrevole e coinvolgente non vi altro che lasciarvi immergervi in queste intense pagine
