Quando si può fare un funerale gratuito a carico del Comune

Il pagamento del funerale è considerato un obbligo morale, famigliare e anche giuridico. Secondo la legge italiana, il funerale deve essere pagato dagli eredi del defunto in modo equo: ovvero, ciascun co-erede deve contribuire alla spesa in modo proporzionale alla quota ereditaria che riceverà, a meno che nel testamento non siano state date indicazioni differenti. Nel momento in cui si accetta l’eredità, non è possibile sottrarsi al pagamento del funerale (le cui spese tra l’altro sono detraibili).

Funerale gratuito: come funziona
Il funerale però, come abbiamo visto, non ha un costo indifferente e per alcune famiglie può dunque rappresentare un problema economico. Non solo: purtroppo a volte i defunti sono completamente soli, magari nullatenenti e senza parenti lontani che possano farsi carico delle spese funebri. In tal caso si procede con un funerale gratuito, chiamato anche funerale di povertà, cioè finanziato completamente dal Comune – in genere quello di residenza del defunto. Ogni anno le Amministrazioni stanziano una cifra nel bilancio comunale destinata proprio a coprire le spese essenziali delle esequie di chi muore solo o senza patrimonio.

Ciascun Comune può definire in autonomia i criteri per l’accesso al funerale gratuito, ma in genere il primo passaggio è la verifica del patrimonio: se il defunto era indigente, ci si accerta del fatto che non abbia lasciato alcun bene. Poi si procede con la ricerca dei familiari fino al sesto grado di parentela: se non è possibile trovare dei parenti (magari perché sono irreperibili o disinteressati) oppure se questi sono a loro volta non abbienti o, ancora, se hanno rinunciato all’eredità, allora il Comune paga le spese della sepoltura. Il funerale di povertà è molto essenziale: generalmente non sono previste visite, fiori né carro funebre, ma semplicemente la tumulazione o più frequentemente la cremazione.

Oltre ai funerali gratuiti, c’è anche un secondo caso in cui il Comune potrebbe farsi carico in parte delle spese funebri: i cosiddetti funerali sociali. Possono accedere a questa opzione i familiari in vita che si trovano in una situazione di particolare difficoltà o che sono già seguiti dai Servizi sociali. In questo caso in genere il Comune paga il 50% delle spese funebri essenziali, così che i parenti prossimi debbano pagare solo la somma restante. Se per loro è comunque impossibile farsene carico, il funerale diventa gratuito e l’Amministrazione lo finanzia completamente.



Alcune Amministrazioni comunali (ad esempio quella di Milano) offrono altrimenti la possibilità di un funerale convenzionato, cioè un servizio base a un costo popolare, ad esempio sotto i 1500 euro. Per accedere a questa opzione di solito non è necessario dimostrare di essere indigenti o in situazione di difficoltà, ma potrebbero comunque esserci dei requisiti da rispettare: ad esempio, il defunto potrebbe dover essere deceduto e/o residente nel Comune che propone il funerale convenzionato.

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