Tutti i defunti sono considerati potenzialmente infettivi per qualsiasi operatore o altra persona (inclusi i familiari) che vengono a contatto diretto con la salma. I dati SIROH – Studio Italiano Rischio Occupazionale da HIV e altri agenti patogeni trasmissibili per via ematica – mostrano che dal 2003 al 2014 il personale coinvolto nella cura e preparazione delle salme è incorso in incidenti con lesioni cutanee, percutanee e mucolitiche ad alto rischio di infezione. Il rischio biologico e di contaminazione nei casi di decessi per cause naturali all’interno delle mura domestiche o in struttura ospedaliera è tra i più elevati.
I rischi più imminenti, per esempio, nella constatazione del decesso riguardano:
L’ispezione del defunto con probabile contatto con i liquidi organici e le feci;
La percolazione derivante da lesioni cutanee o orifizi naturali;
La contaminazione delle superfici esterne (camici, occhiali, mascherine);
La contaminazione accidentale dei moduli e della documentazione utilizzata per la registrazione del decesso.
I rischi comportano l’osservazione e l’attuazione delle procedure corrette al fine di eliminare o contenere qualsiasi potenziale contaminazione. Le misure preventive partono dalla basilare igiene delle mani con il lavaggio delle stesse prima di procedere a qualsiasi adempimento pratico e amministrativo. L’applicazione delle procedure non è garanzia di efficacia e protezione e devono sempre essere affiancate dalla corretta valutazione dei rischi con l’obiettivo di mettere in atto le azioni più opportune di sensibilizzazione e addestramento. Le linee guida, infatti, predispongono anche la realizzazione di percorsi formativi e di aggiornamento per tutti gli addetti ai lavori. Il datore di lavoro, da parte sua, ha il dovere di garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori e di mettere a loro disposizione tutti gli strumenti per la formazione e per l’adeguata operatività sul campo.
Le disposizioni messe in atto dal protocollo di prevenzione consistono principalmente in:
Protezione degli occhi: utilizzo di occhiali di II Categoria DPI e occhiali a maschera di III categoria (UNI EN 166);
Protezione delle mucose: visiera di III Categoria (UNI EN 166);
Protezione delle vie respiratorie: mascherine facciali filtranti con o senza valvola (III Categoria), semi-maschera riutilizzabile con filtri (Categoria III), mascherina chirurgica (dispositivo medico)
Protezione del corpo: camice (III Categoria), tuta completa (EN 340);
Protezione delle mani: uso di guanti monouso (III Categoria EN 420);
Protezione degli arti inferiori: uso di copri-scarpe e calzari (di I, II e III categoria EN 340).
Le linee guida indirizzano gli operatori anche nell’impiego di nuove tecnologie e suggeriscono il ricambio delle mansioni nella manipolazione delle salme nelle varie fasi di operatività (tumulazione, estumulazione, interramenti e simili).
Fonte : istitutoceleriloveri.it
